Cartella clinica:

Infezione da Pseudomonas aeruginosa in un allevamento di canarini: comparazione tra il trattamento medico omeopatico ed allopatico.

Dr. Gustavo Picci

Medico Veterinario – Omeopata Lecce Specialista in: “Tecnologia e Patologia delle specie avicole, del coniglio e della selvaggina” “Biochimica Marina e Biotecnologia applicata alla pesca ed all’acquacoltura”.
Tel.: 0832 342332 – guspicci@gmail.com www.drgustavopicci.com

Exotic Files (rivista ufficiale Sivae n.1-2009)

La medicina omeopatica si inserisce come valida soluzione a problemi gestionali, sanitari e di prevenzione nel management di allevamenti ornitologici. Il veterinario omeopata deve studiare il terreno organico degli animali presenti in allevamento ed attuare un programma omeopatico di prevenzione; se il terreno organico è squilibrato va facilmente incontro a processi morbosi. Per questa ragione. E’necessario fare diagnosi di terreno malato per ridurre le perturbazioni dinamiche in modo da prevenire le malattie e migliorare la fascia di benessere degli animali. Questa possibilità è utile negli allevamenti di uccelli da gabbia e da voliera, perché in piccoli spazi è presente un numero elevato di animali, e inoltre, la partecipazione a mostre ornitologiche favorisce l’insorgenza di malattie a causa del cambio di ambiente e di alimentazione, con grande pericolo per tutto l’aviario. La medicina omeopatica permette di ridurre la somministrazione di farmaci allopatici in particolare di antibiotici che mettono a rischio l’intero effettivo selezionando germi sensibili.
Si descrive un caso clinico di malattia causata da Pseudomonas aeruginosa, l’omeopatia unicista è stata utilizzata in un gruppo di animali e si confrontano i risultati con il gruppo trattato in modo allopatico.

Caso Clinico


L’allevamento è sito al piano terra (foto n.1), gli animali allevati sono canarini a fattore rosso tipo mosaico. Durante la muta alcuni animali hanno presentato scolo oculo-congiuntivale, difficoltà respiratoria, tumefazione del globo oculare e del seno infraorbitale.

Foto 1 Allevamento canarini rosso mosaico

I canarini sono stati visitati dopo alcuni giorni dall’inizio della sintomatologia. E’ stato effettuato il campionamento di feci per l’esame parassitologico, l’esito è stato negativo. Contemporaneamente è stato effettuato l’esame colturale e antibiogramma da tampone congiuntivale con isolamento di numerose colonie di Pseudomonas aeruginosa. I tamponi congiuntivali per la ricerca di Trichomonas hanno dato esito negativo.
Pseudomonas aeruginosa è diffuso nell’ambiente; l’acqua stagnante, presente nei beverini sporchi, è un ottimo substrato per il suo sviluppo, l’infezione può svilupparsi anche con la somministrazione di semi germinati e di uovo sodo non rinnovato con frequenza. Nei canarini è responsabile di ritenzione del sacco vitellino, accrescimento rallentato, congiuntivite e tumefazione del globo oculare ed onfalite, quest’ultima è caratterizzata da protrusione e mancata cicatrizzazione del sacco vitellino.
La patogenicità è dovuta alla produzione di esotossine, i batteri assunti per via orale colonizzano prima l’intestino e successivamente altri organi o apparati, in questo modo causa forme setticemiche gravi che conducono a morte gli animali sia giovani che adulti.
L’allevatore riferisce che gli animali hanno iniziato a presentare lacrimazione e fusione delle palpebre e ha notato per la prima volta questi sintomi al mattino, successivamente tutti gli animali interessati dalla sintomatologia hanno presentato i sintomi solo al mattino con questa modalizzazione. Con il passare dei giorni gli occhi apparivano velati e si formava un’area deplumata attorno agli occhi. La testa dopo alcuni giorni diventava tumefatta e sfigurata, i canarini manifestavano intenso prurito ed avevano bisogno di grattarsi alle grate della gabbia e ai posatoi, la faccia appariva bagnata di liquido sieroso giallastro ed era presente eruzione umida con croste spesse sulla faccia (figura 2).

Foto 2 Canarina con miglioramento dei sintomi a sx

La tumefazione del globo oculare iniziva a destra e passava a sinistra, (figura 3) era presente arrossamento e agglutinazione notturna con abbondante lacrimazione. La sintomatologia proseguiva con la comparsa di dispnea, “tail bobbing” ossia movimento sincrono della coda durante l’inspirazione, gli animali restavano sul fondo della gabbia non riuscivano più a volare e ad alimentarsi.

Foto 3 Canarina con peggioramento dei sintomi a dx

Si è deciso di suddividere gli animali in tre gruppi per poter effettuare una comparazione tra il trattamento farmacologico classico ed il trattamento omeopatico. Sia il gruppo omeopatico che il gruppo allopatico era costituito da 12 soggetti, al gruppo controllo appartenevano i canarini sani (70 soggetti).
Il trattamento allopatico consisteva nella somministrazione di un antibiotico, come indicato dall’antibiogramma, del farmaco enrofloxacin alla dose di 200 mg/l di acqua da bere e di un antibiotico ad uso oftalmico ( tobramicina).
Durante il trattamento tre canarini del gruppo allopatico sono morti e gli altri animali hanno presentato un rallentamento nell’evoluzione clinica dei sintomi ma non un miglioramento, il problema iniziava ad interessare anche altri animali e su questi ultimi è stato somministrato il farmaco omeopatico.
Successivamente i sintomi sono stati gerarchizzati seguendo la Sindrome Minima di Valore Massimo cercando di distinguere i sintomi comuni da quelli strani, singolari ed originali. La sintesi consiste nell’estrarre il minimo dei sintomi con valore massimo, cioè dal particolare risalire al generale, per una corretta scelta del rimedio specifico. Le schematizzazioni artificiose non devono far dimenticare l’individualizzazione e la perfetta scelta del rimedio.

I sintomi sono stati classificati in sintomi eziologici, sintomi mentali, sintomi generali e sintomi locali.
– Sintomi Eziologici con causale ambientale: vita in gabbia quindi in un ambiente confinato,
Umidità
– Sintomi Mentali: difficili da valutare in un allevamento di canarini
– Sintomi Generali: Aggravamento al mattino.
Gli animali appaiono più statici nelle voliere.
Preferiscono alimentarsi con semi morbidi e pastoncino.
Aggravamento delle eruzioni e del prurito con il bagno.
– Locali: localizzazione con tropismo spiccato per il globo oculare.
Spostamento dei sintomi dall’occhio sinistro al destro (foto n. 2-3).

Prognosi Omeopatica
L’energia vitale degli animali è stata valutata, come per la scelta del rimedio, considerando l’allevamento nella sua globalità. E’ stato necessario valutare sia la quantità che la qualità dell’energia per poter scegliere la scala e la potenza più appropriata. La quantità di energia si riferisce alla capacità propria della forza vitale di reagire ad un evento morboso e di mantenere il suo equilibrio; la qualità dipende dalla situazione patologica del paziente, la quale conferisce specificità ai sintomi ed evidenzia le caratteristiche di un medicamento.
La situazione energetica dell’allevamento era QUANTITA’ SUFFICIENTE E QUALITA’ SUFFICIENTE, gli animali presentano sintomi chiari e precisi in corso di una malattia acuta.

Il rimedio omeopatico scelto è stato RHUS TOXICODENDRON 30 CH. Questo rimedio è caratterizzato da sete intensa, la deglutizione degli alimenti solidi è resa difficile; i rivestimenti fibrosi dell’occhio sono sensibili agli effetti dei reumatismi. Troviamo in Rhus infiammazioni agli occhi ed edema della testa (foto n.4) risultanti dall’esposizione al freddo o all’umidità o dalla soppressione della traspirazione; nei soggetti abitualmente reumatici Rhus può causare irite reumatica, cheratite con fotofobia ed anche la suppurazione, congiuntivite acuta e subacuta di natura scrofolosa e reumatica. I sintomi oculari si spostano dall’occhio sinistro al destro. Potranno presentarsi gonfiori, che possono arrivare fino a far chiudere le palpebre a causa dell’edema, e chimosi. I dolori agli occhi sono aumentati dal movimento dei globi oculari. Rhus può determinare anche la paralisi dei muscoli estrinseci degli occhi quando queste sopraggiungono in seguito a reumatismi e all’esposizione al freddo umido. Infine possono verificarsi nevralgie che colpiscono i nervi propri dell’occhio, intraoculari ed orbitali.

Trattamento Omeopatico (gruppo A)
Sono stati sciolti 10 granuli in 200 ml che sono stati somministrati per mezzo di un nebulizzatore, questa via di somministrazione ha il vantaggio di non stressare gli animali e facilita nelle operazioni l’allevatore. La somministrazione è stata ripetuta una volta al giorno in pulse differenziando una somministrazione dall’altra con 10 succussioni. I miglioramenti nel gruppo omeopatico sono stati evidenti dopo un giorno, il prurito è diminuito e i canarini apparivano più attivi e iniziavano a consumare anche i semi più duri e difficili da sbucciare. Dopo 4 giorni dall’inizio della terapia si è osservato una riduzione della tumefazione del globo oculare con assenza di essudato, le palpebre non erano più agglutinate. Al settimo giorno dal trattamento non si evidenziava tumefazione del volto ma permaneva la lacrimazione che è diminuita a partire dal dodicesimo giorno (foto 5).

Foto 5. Canarino gruppo A termine terapia.

E’ importante sottolineare che la guarigione è avvenuta seguendo la legge di Hering infatti i primi sintomi a scomparire sono stati quelli comparsi per ultimi e il miglioramento mentale, seppure in dei canarini, è stato osservabile.

Trattamento Allopatico (gruppo B)
I canarini di questo gruppo sono stati trattati con enrofloxacin, dose: 200 mg/l di acqua da bere per otto giorni e con  tobramicina pomata oftalmica 2 applicazioni al giorno per 6 giorni.
Dopo otto giorni di terapia antibiotica non si è raggiunta la guarigione, un soggetto è morto dopo un giorno dall’inizio della terapia, presentava tachipnea e forte abbattimento, in un altro sono migliorati i sintomi ma non la tumefazione del volto(foto 4), in due canarini la zona deplumata non è stata ricoperta di piume e continuavano a presentare scolo congiuntivale, gli altri canarini del gruppo sono guariti.

Foto 4 Canarino con infezione da pseudomonas

Gruppo Controllo (gruppo C)
Contemporaneamente ai trattamenti eseguiti nei due gruppi è stato necessario ricorrere alla somministrazione del rimedio anche agli animali sani poiché in tre canarini si è manifestata lacrimazione a sinistra , la situazione clinica è migliorata in due giorni.

Conclusioni
Questo caso clinico è stato risolto nel migliore dei modi grazie alla somministrazione del rimedio omeopatico Rhus Toxicodendron e la risposta degli animali è stata immediata.
Nel gruppo B la risposta terapeutica è stata lenta probabilmente per la somministrazione dell’antibiotico nell’acqua da bere perché l’allevatore ha preferito non effettuare la terapia per via parenterale. La somministrazione del rimedio per spray ha favorito l’allevatore nella somministrazione del rimedio. A distanza di due anni dal trattamento omeopatico non è stato somministrato alcun trattamento omeopatico o allopatico questo conferma le parole del Maestro C.F. Samuel Hahnemann:“ La guarigione ideale è la restituzione rapida, dolce e duratura della salute ossia la rimozione del male nella sua totalità nel modo più rapido, più sicuro ed innocuo”.

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