Adattamento del piede

Dott.ssa Chiara Scerna – chiara.scr@alice.it

 

Scatola cornea, lamine dermiche ed epidermiche, cheratofillo e podofillo, attenuano le vibrazioni che si generano durante la fase di appoggio e la capacità di deformazione del piede assicura l’assorbimento delle forze al momento del contatto con il suolo.

Nuovi studi di biomeccanica riportano una tesi, confermata da alcuni studi in vivo, secondo cui i talloni che si deformano spontaneamente, allontanandosi nella fase di appoggio, permetterebbero al fettone di espandersi con riduzione della pressione sul cuscinetto digitale. L’allontanamento dei talloni nella fase di carico è limitata dalle barre che ne permettono il riavvicinamento al termine della fase di appoggio (movimenti d’elaterio: apertura e chiusura dei talloni). La deformazione della scatola cornea si ripercuote all’interno (cartilagini ungueali) favorendo la spinta sanguigna che nutre i tessuti ed ammortizza le vibrazioni, la terza falange scende leggermente sotto l’effetto della pressione che però è attenuata dalle lamine dermiche ed epidermiche; tutte queste modificazioni rappresentano la capacità deformante necessaria ad ammortizzare gli shock.

Zoccolo e base ossea/articolare sono programmati appositamente per rispondere alle forze meccaniche esercitate sul piede.

 

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