Cambiamenti fisiologici della mammella

Dott.ssa Chiara Dissegna – chiara.dissegna@gmail.com

La ghiandola mammaria di tutti i mammiferi si modifica nel corso delle varie fasi del ciclo estrale, con differenze tra le varie specie. Nei ratti, l’epitelio mammario risponde ai cambiamenti ciclici dei livelli di ormoni ovarici con modificazioni molto lievi della morfologia ghiandolare. Allo stesso modo nei macachi i cambiamenti ciclici della ghiandola sono limitati, con un sottile aumento del tessuto epiteliale nella fase luteinica se comparato con la fase follicolare. Nella donna, i cambiamenti morfologici in relazione al ciclo mestruale sono oggetto di dibattiti, anche se i più recenti studi hanno concluso che i cambiamenti ciclici dei lobuli mammari sono di lieve entità, con picchi nell’ultima fase follicolare o all’inizio della luteale.

In contrasto con il breve ciclo estrale dei ratti o il ciclo mensile dei macachi, il ciclo estrale della cagne è l’unico con una fase luteale così prolungata, dovuta alla persistenza di un corpo luteo funzionale anche in assenza di gravidanza. In aggiunta,  a differenza dei ratti e dei macachi,  le mammelle canine non necessitano di una gravidanza per completare la loro differenziazione totale in tessuto secretorio durante la fase luteale del ciclo.

La ghiandola mammaria è inattiva alla fine dell’anestro, nel proestro e nella fase estrale. La proliferazione, differenziazione e regressione delle ghiandole mammarie avvengono durante il diestro. La crescita e differenziazione dipendono da ormoni ovarici e pituitari. In tabella sono riportati i livelli degli ormoni chiave nelle varie fasi. Mancano tuttavia alcuni ormoni importanti, come il luteinizzante (LH), il follicolo stimolante (FSH)e altri.

Prima della pubertà. Prima del primo ciclo estrale, il tessuto ghiandolare mammario si differenzia appena nel derma.

Proestro.  La ghiandola mammaria nel proestro è praticamente quiescente e la maggior parte dei dotti inattivi. Pigmenti di emosiderina e occasionali fenomeni apoptosi sono osservate, ma non mitosi. L’intero complesso della pelle e delle ghiandole è relativamente sottile comparato al diestro, questo per la compattezza dello stroma e l’inattività ghiandolare.

Estro. La morfologia del tessuto mammario è praticamente identica alla fase precedente. In certi cani può esserci un lieve edema stromale/periduttale, anche se non è una caratteristica di tutti i cani. I cambiamenti sono legati anche alla localizzazione della mammella.

 

Diestro: Il cambio maggiore nella morfologia della ghiandola mammaria si nota durante il diestro. Il diestro dura circa 75 giorni e differentemente dagli altri animali domestici, nel cane è presente un corpo luteo di durata identica a quello che ci sarebbe in gravidanza. I cambiamenti appaiono e scompaiono lentamente e non c’è netta distinzione fra le varie sottofasi. Per comodità il diestro viene diviso in 4 sottofasi.

fase I. In questa fase si osserva una proliferazione esuberante dello stroma, composta soprattutto da fibroblasti. La matrice dello stroma ha un aspetto mixomatoso, con foci di eritrociti extravasali e un minimo infiltrato di linfociti. Rispetto allo stroma c’è meno tessuto ghiandolare ed è composto principalmente da grandi cellule epiteliali basofile stratificate a formare dotti immaturi e le terminalend-buds.I cambi morfologici della ghiandola mammaria delle cagne puberi al loro primo ciclo hanno alcune somiglianze con quelle note del diestro I. Le ghiandole mammarie che non hanno avuto ancora cicli hanno multipli canali indifferenziati, circondati da un debole stroma mixomatoso. Tuttavia ci sono due caratteristiche differenti: le ghiandole mammarie nel primo diestro hanno dotti distesi conteneti una secrezione eosinofilia (dal ciclo precedente) e questo non c’è nella cagna pubere, anche se i cani puberi hanno multpili cluster di adipociti del derma intrappolati nella nuova espansione dello stroma tra le isole che formeranno i dotti.

Nella fase II, lo stoma è meno cellulare (maturo) con una proporzione uguale tra stroma e tessuto ghiandolare. Sono evidenti i primi lobuli, con dotti ramificati e alveloli. Gli alveoli nella fase II in certi lobuli hanno una scarsa secrezione proteinacea eosinofilia (latte).

La fase III è caratterizzata da un’abbondanza di tessuto ghiandolare, con lobuli grandi che occupano il derma. I lobuli sono compositi dall’apposizione di acini contenenti un’abbondante secrezione eosinofilia e dotti distesi da questa secrezione.

La IV fase varia a seconda della specie e del singolo cane. In certi cani è evidente una compresenza di aspetti diversi. Nella stessa sezione istologica, certi lobuli hanno una morfologia simile alla fase precedente mentre altri sono di taglia minore con dotti distesi e acini contenenti una secrezione eosinofilia. Ci sono lobuli con una lieve atrofia caratterizzata da una diminuzione di dimensioni del lobulo (che compaiono in fase III) e un aumento del tessuto connettivale fra i lobuli. Le cellule dell’epitelio degli acini hanno un aspetto rarefatto con un’importante apoptosi. Le secrezioni sono presenti nei dotti e alveoli distesi.

 Anestro.  Nella prima parte di questo stadio, con la regressione del corpo luteo, i dotti sono ancora distesi con secrezione e la regressione degli acini non è completa. Sono frequenti le apostosi nell’epitelio degli acini. Nell’ultimo anestro, con la completa regressione del corpo luteo, l’architettura lobulare del tessuto ghiandolare è appena evidente con un abbondante tessuto connettivo maturo e sono presenti dotti collassati. In sostanza, la ghiandola alla fine dell’anestro è indistinguibile dal proestro e estro.

 Bibliografia

Chandra S.A., Clinie J.M., Adler R. “Cyclic morphological changes in the beagle mammary glands” Toxicologic Pathology, 38: 969-983, 2010