Carcinoma colangiocellulare (gatto)

Dott.ssa Chiara Scerna – chiara-scr@alice.it

 

Le neoplasie primitive sono particolarmente rare nel gatto al contrario del coinvolgimento metastatico dell’organo che è ben più frequente; non vi è predisposizione di razza e sembra che i gatti maschi siano più predisposti allo sviluppo di carcinomi epatocellulari mentre le femmine a quelli di origine biliare.

Il fegato nel gatto è spesso interessato da metastasi per i rapporti di vicinanza con gli altri organi addominali (soprattutto pancreas), per la rete linfatica e per la doppia vascolarizzazione, linfomi ed emangiosarcomi sono i tumori che quasi sempre danno metastasi al livello epatico.

Come per il cane, la sintomatologia è aspecifica, anche se l’interessamento dei vasi biliari può causare l’insorgenza di sintomi riferibili a colestasi ed ittero. Letargia, anoressia, aumento di volume dell’addome, ascite ed emoperitoneo sono tutti segni di compromissione epatica che possono manifestarsi sia in caso di tumori primitivi che metastatici.

Nel gatto la valutazione dei parametri di funzionalità epatica e di danno anatomico non sempre aiuta nella diagnosi, se il tumore non è di grandi dimensioni e non comporta un’ingente perdita di funzionalità dell’organo tali parametri non subiscono alterazioni, evenienza molto frequente nella pratica clinica poiché, come detto prima, spesso il fegato è interessato da metastasi ed è il tumore primario che condiziona il quadro clinico.

L’intervento chirurgico di asportazione del tumore è possibile se la massa è ben delimitata e non ci sono metastasi, se invece il fegato è interessato secondariamente la terapia dipende dal tumore primario.

 

Bibliografia:Nelson RW, Couto CG “Medicina Interna del cane e del gatto” seconda edizione italiana Masson, 2002.

Lloyd E. Davis “Terapia Pratica dei Piccoli Animali” Edizioni UTET. 1992.

Immagini riprese da “Diagnosi citologica in corso di patologie epatiche e spleniche del cane e del gatto U. Bonfanti, G. Ghibaudo, A. Zatelli, R. Santilli, C. Bussadori. (1998/2000).