Dott.ssa Chiara Scerna

chiara.scr@alice.it

La diagnosi di osteosarcoma si basa sulle indagini radiografiche e sull’esame bioptico; il segnalamento, la raccolta dell’anamnesi, la valutazione della sintomatologia clinica, un esame ortopedico completo e ben condotto, le analisi del sangue e delle urine completano la visita clinica.

L’ampia diagnosi differenziale (osteomieliti, osteosarcomi, osteocondromi, emangiosarcomi, fibrosarcomi, mielomi, linfomi, cisti ossee, metastasi di tumori localizzati in altre sedi, etc..) sottolinea l’importanza della biopsia e dell’esame istopatologico per la formulazione di una diagnosi di certezza.

Gli aspetti radiografici che più frequentemente si evidenziano in corso si osteosarcoma sono rappresentati da lisi corticale (parte più superficiale e componente della diafisi delle ossa lunghe), perdita della normale struttura anatomica tipica dell’osso spugnoso o trabecolare prevalente al livello epifisario delle ossa lunghe, segni di diffusione del tumore che va ad interessare i tessuti molli circostanti ed il periostio (membrana di connettivo fibroso compatto che riveste le ossa) ed il Triangolo di Codman (neoformazione di osso, denso, reattivo, disposto in forma triangolare nella zona che intercorre tra periostio e neoplasia).

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E’ di norma preferibile effettuare anche indagini radiografiche del torace per scongiurare la presenza di eventuali metastasi polmonari, segno infausto del decorso della patologia tumorale; è possibile avvalersi anche della scintigrafia ossea per evidenziare possibili metastasi in altre sedi.

Il riscontro della lisi corticale, evidenziabile dalla radiografia, rappresenta elemento comune di varie patologie che rientrano nella diagnosi differenziale dell’osteosarcoma, tra queste in primis si segnalano le osteomieliti.

Aree multiple di lisi corticale a margini non ben definiti e che tendono a confluire associate alla neoplasia ossea OSA sono la principale causa di fratture patologiche anche spontanee.

L’esame bioptico consiste nel prelievo, preferibilmente tramite ago-aspirato, di alcuni campioni di tessuto sia nella zona interessata dalla neoplasia che nelle parti adiacenti; nel caso all’esame clinico si riscontri anche l’aumento di volume dei linfonodi regionali è possibile eseguire un ago-aspirato linfonodale per valutare l’interessamento nel processo neoplastico di tali strutture.

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All’esame bioptico l’osteosarcoma è caratterizzato dalla neoformazione di tessuto osseo con cellule osteoidi di competenza neoplastica; di solito si osservano cellule a morfologia variabile, da rotonde ad ovali, a margini ben distinti, con uno o più nuclei eccentrici, polimorfismo nucleare e vacuolizzazione del citoplasma.

Nel gatto cellule di grandi dimensioni e con più nuclei sono di frequente riscontro.

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Bibliografia:
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immagine: argos.portalveterinaria.com
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