Diagnosi

 

Dott.ssa Dissegna Chiara – chiara.dissegna@libero.it

 

I sintomi clinici di un’infezione non complicata da FCV sono molto simili a quelli causati da alti patogeni, soprattutto da herpes virus felino 1, ma anche batteri comeChlamydiophila felis e Bordetella bronchiseptica. Perciò i segni clinici da soli non possono essere sufficienti per stabilire una diagnosi certa, anche se la presenza di importanti ulcerazioni orali o zoppie possono indirizzare verso la calicivirosi.

Un’infezione mista è la situazione più comune nei gattili e ciò complica ulteriormente la diagnosi. Gatti con epistassi, scolo da una sola narice, deformità facciale e marcata linfoadenopatia sottomanibolare necessitano di un’attenzione particolare: in diagnosi differenziale oltre al FCV va messa neoplasia maligna, polipi nasofaringei, coagulopatie, patologie dentali e criptococcosi.

Una buona diagnosi differenziale è anche essenziale in quei gatti che non rispondono ai trattamenti sintomatici convenzionali, o che hanno esperienza di episodi ricorrenti di affezioni respiratorie. Il protocollo diagnostico per i gatti con scolo nasale cronico prevede un esame di base del sangue e delle urine, test sierologici per il virus della immunodeficienza felina (FIV), per quello della leucemia felina (FeLV) e per Cryptococcus neoformans, radiografia del cranio o TAC, rinoscopia e biopsia della mucosa nasale per test microbiologici per patogeni responsabili di forme respiratorie. Vista l’alta morbilità e mortalità del FCV virulento, i tets microbiologici sono essenziali nei gatti sospetti di questa forma poichè permettono in caso di risposta positiva di trattare subito al meglio l’animale.

La sierologia invece non è raccomandata per la diagnosi di infezione da FCV.