Diagnosi

Dott.ssa Chiara Dissegna – chiara.dissegna@gmail.com

La diagnosi di cistite idiopatica si fa essenzialmente per esclusione. In prima visita è importante fare un’ anamnesi accurata, soffermandosi soprattutto sulle abitudini alimentari e alla vita di relazione dell’animale. In prima battuta si effettua anche un’analisi delle urine.

Con questo esame si possono riscontrare una varietà notevole di alterazioni, nessuna delle quali però specifica per una certa patologia vescicale.

Ematuria è un ritrovamento comune, anche se può essere presente ad intermittenza sempre nello stesso gatto.

-Si può trovare anche proteinuria e cristalluria. Una media cristalluria c’è anche in gatti normali, quindi è meglio evitare di dare un peso eccessivo a questo riscontro. Il peso specifico è spesso molto alto in corso di FIC, specialmente in gatti che mangiano esclusivamente secco. Un peso specifico basso invece (sotto 1.035) dovrebbe spingere a una visita accurata a tutto l’apparato. Certi animali che mangiano solamente cibo umido possono avere un peso specifico più basso di 1.030.

-Meno del 2% dei gatti con meno di 10 anni presentano un’infezione batterica importante. La possibilità di questa aumenta con l’età la presenza di calcoli, con poliuria e con certe patologie, come il diabete mellito, una patologia renale cronica e ipertirodismo.

Mediante esame ecografico si può valutare la presenza di calcoli (presenti nel 15-20% dei gatti affetti da FIC), masse o altre anormalità.