Diagnosi e stadiazione clinica

Dott.ssa Chiara Dissegna – chiara.dissegna@gmail.com

La diagnosi  di neoplasia mammaria,la differenziazione tra una forma benigna e maligna ed il tipo tumorale istologico sono fondamentali per stabilire una prognosi e decidere l’approccio terapeutico. Quando viene portato un animale con noduli mammari, l’iter diagnostico corretto prevede:

ESAME OBBIETTIVO GENERALE E PARTICOLARE:  indicatori di malignità solitamente sono un’elevata dimensione, una crescita rapida, ulcerazione della cute, aderenza alla cute o ai tessuti sottostanti, aumento di volume dei linfonodi tributari, presenza di noduli/masse polmonari

ESAME CITOLOGICO: semplice e veloce da eseguire. Può essere utile per distinguere tra lesioni neoplastiche, cistiche o infiammatorie. I criteri più indicativi di malignità sono anisocariosi e macrocariosi, mentre la presenza di cellule multinucleate non differenzia una neoplasia benigna da una maligna. Ha certamente delle limitazioni questa metodica: può essere difficile distinguere una neoplasia benigna da una maligna, soprattutto nel caso di un tumore ben differenziato o di un tumore a componente mista (FREQUENTI I FALSI NEGATIVI). Alcuni tumori mesenchimali possono non rilasciare cellule ed il campione citologico non sarà diagnostico. Le cellule tumorali mammarie poi si caratterizzano per l’eterogeneità morfologica e non è raro il riscontro di una popolazione predominante infiammatoria anziché neoplastica. In ultimo, la citologia non permette di valutare la presenza o l’assenza di invasione stromale, parametro importante ai fini prognostici. Non è quindi un esame affidabile e non può sostituirsi all’esame istologico.

ESAME EMOCROMOCITOMETRICO E BIOCHIMICO: frequenti sono gli aumenti della fosfatasi alcalina, secondario forse all’attività osteoblastica delle cellule neoplastiche che vanno incontro a metaplasia ossea, alla produzione di un isoenzima da parte delle cellule epiteliali o, ancora, dall’induzione dell’enzima corticosteroidi-indotto evocato dallo stress cronico.

RADIOGRAFIA del TORACE: i carcinomi mammari metastatizzano per linfatica ai linfonodi regionali, per poi raggiungere attraverso i vasi più grandi la circolazione sanguigna e i polmoni. A livello polmonare, questa metodica consente di visualizzare solamente noduli che hanno raggiunto un diametro di almeno 4 o 5 mm. In più, per evidenziare bene le piccole lesioni metastatiche è fondamentale che il polmone sia ben insufflato. Nel decubito laterale il polmone più declive è meno insufflato e può dare falsi negativi; per questo motivo sono indispensabili almeno le due proiezioni laterolaterali. Solitamente le metastasi si presentano come noduli multipli ben delineati, di varie dimensioni e sparsi a livello di parenchima. Se sono di dimensioni inferiori ai 4 mm possono avere distribuzione interstiziale diffusa. Non è raro il riscontro di un versamento pleurico.

RADIOGRAFIA ED ECOGRAFIA ADDOMINALE.

ESAME ISTOPATOLOGICO: è ancora considerata la metodica migliore ai fini diagnostici e prognostici. In aggiunta alla classificazione morfologica e al grading delle lesioni permette la rilevazione di importanti aspetti quali:

  • Dettagli morfologici cellulari: forma e dimensioni cellulari e nucleari, numero di nuclei, presenza/assenza di mitosi e necrosi, aspetto della membrana basale. Più le cellule si presentano differenziate, ossia rassomiglianti il tipo cellulare originario, omogenee e regolari tra loro, più si depone a favore di una forma neoplastica benigna. Anche la presenza di una vera capsula fibroconnettivale è solitamente indicativa di una crescita di tipo benigno. Più sono presenti invece cellule poco differenziate e/o anaplastiche, pleomorfi, nuclei grandi, ipercromatici, multipli, anisocariosi, cromatina disomogenea ed irregolare, nucleoli evidenti e/o multipli, mitosi numerose e atipiche, assenza della capsula, più la diangosi verte verso la forma maligna. Il problema maggiore nella diagnosi di neoplasia mammaria canina resta l’identificazione delle neoplasie “veramente” maligne, ossia metastatizzanti, sottolineando la necessità di stavilire criteri di malignità standardizzati.
  • Invasione dei tessuti circostanti e/o linfovascolare: indicatori entrambi di malignità.
  • Margini di escissione: l’incompleta resezione aumenta il rischio di recidiva.

Stadiazione

Stadio I T1N0M0

Stadio II T2N0M0

Stadio III T3N0M0

Stadio IV qualsiasi T, N1M0

Stadio V qualsiasi T, qualsiasi N, M1

Bibliografia:

Marconato L., Del Piero F. “Oncologia medica dei piccoli animali” Poletto Editore

Mainenti ” Valutazione immunoistochimica dell’espressione dei recettori per estrogeni e progesterone nel tumore mammario canino: relazione con aspetti clinici e patologici” Tesi di laur