Epidemiologia

Dott.ssa Dissegna Chiara – chiara.dissegna@libero.it

 

Il virus viene trasmesso per contatto diretto da un gatto malato ad uno recettivo, ma esiste anche la possibilità di una trasmissione indiretta; il virus infatti può resistere nell’ambiente da alcuni giorni ad alcune settimane, meglio se con il tempo freddo.


 

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La prevalenza di infezione da FCV è molto più alta nelle colonie feline

Solitamente un animale infetto elimina il virus per un periodo di tempo che va una decina di giorni a qualche settimana. Esistono però gatti che sviluppano un’infezione persistente a livello orofaringeo che può durare anche tutta la vita. Essi eliminano continuamente particelle virali, in quantità differenti a seconda del tempo e del soggetto. Questo stato di portatore è fondamentale sul piano epidemiologico della malattia; i vaccini in commercio non prevengono in nessun modo lo sviluppo di questo stato di portatore.

Per quanto detto, si può ben comprendere come l’infezione da calicivirus sia un problema soprattutto per i gatti che vivono in gruppo: la prevalenza di infezione da FCV nei gatti privati è del 10% circa contro quella del 25-40% dei gatti delle colonie.

 

Immunità

 

Immunità passiva acquisita col colostro. Gli anticorpi materni sono importanti per la protezione durante le prime settimane di vita e possono interferire con la vaccinazione. Ci sono pochi dati circa la durata degli anticorpi materni contro il FCV nei gattini; in generale il loro livello è più alto e dura più a lungo rispetto agli anticorpi materni contro l’herpesvirus. Sperimentalmente si è visto che l’emivita degli anticorpi materni si aggira intorno ai 15 giorni e persistono fino alle 10-14 settimane. In pratica però già a 6 settimane di vita certi gatti non presentano più anticorpi contro il virus.