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Esame clinico

Dott. Mauro Dodesini – mauro.dodesini@omeopatiapossibile.it


1) Segnalamento

2) Anamnesi

a) l’insorgenza improvvisa, dopo una corsa, un salto, una frenata fa sospettare una rottura traumatica

– oppure –

b) un’insorgenza subdola, un decorso progressivo, un aggravamento improvviso fanno sospettare una rottura patologica.

3) Esame Obiettivo Particolare

a) Ispezione

  • Sottrazione al carico in stazione

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  • zoppia da moderata a grave.
  • Atteggiamenti particolari: il Sit Test.
    Il soggetto sano quando viene posto nella posizione seduta dimostra una flessione completa del ginocchio così che calcaneo e tuberosità ischiatica siano a contatto. Quando lo applichiamo in soggetti dei quali dubitiamo una lesione parziale o recente del LCA questi se si siedono inizialmente in modo corretto dopo poco tempo ruotano l’arto lateralmente così da permettere una estensione del ginocchio.
    Alzandosi il paziente sovraccarica gli arti anteriori invece di limitarsi ad estendere gli arti posteriori che in condizioni normali avrebbero un giovamento dalla riduzione della tensione del m. quadricipite e dalla riduzione della sollecitazione del ginocchio.
    Il test diventa sempre più attendibile man mano aggravano le lesioni ai menischi perché si evidenziano con la flessione l’infiammazione dei menischi e del settore articolare caudale.

b) Palpazione

  • Valutazione del comparto mediale del ginocchio:
    Il corno caudale del menisco mediale situato nell’area caudo-mediale del plateau tibiale si può palpare caudalmente al legamento collaterale mediale.
    La verifica della presenza di una tumefazione dura del comparto mediale dell’articolazione del ginocchio conferma una grave lesione a carico del corno posteriore del menisco mediale. Di conseguenza si realizza l’allargamento dell’inserzione della capsula articolare sul plateau tibiale con formazione di osteofiti nella parte sub epicondilare del condilo femorale mediale.
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Sit test negativo
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Sit test positivo
  • Valutazione di possibili lesioni del legamento tibiorotuleo.

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  • Valutazione della escursione articolare: Range Of Motion R.O.M..
  • Verifica dei rumori di crepitio
  • Esecuzione del test del cassetto. Il segno del cassetto positivo dimostra la capacità di traslazione della tibia rispetto al femore ed è caratteristico della rottura del LCA. E’ descritta la possibilità di un falso negativo se c’è concomitante lesione del corno caudale del menisco mediale. Trascorso un lungo periodo dal trauma il segno del cassetto può non essere più ripetuto a causa della fibrosi della capsula e del posizionamento del corno caudale del menisco mediale cranialmente con la sua parte libera tra il condilo femorale e il plateau tibiale blocca il condilo nella sua posizione.

c) Test di compressione tibiale

“ si considera positivo quando flettendo il garretto la parte prossimale della tibia si sposta in direzione craniale. “

“ Evidenzia lo scorrimento craniale della tibia. La spinta tibiale craniale è una forza generata internamente che determina la traslazione craniale della porzione prossimale della tibia a cui si contrappone l’azione del legamento crociato craniale. In condizioni normali la spinta craniale è neutralizzata da forze dirette causalmente prodotte dai muscoli posteriori della coscia. Se questi muscoli sono deboli, e la loro sequenza di contrazione neuromuscolare  non è corretta, o la loro azione è inferiore a quella prodotta dal muscolo quadricipite, il lavoro di opposizione alla forza di traslazione craniale della tibia rispetto al femore viene a gravare sul legamento crociato anteriore. In seguito alla rottura del LCA, la tibia si sposta in avanti e il menisco rimane bloccato tra il condilo femorale e il plateau tibiale, con conseguente schiacciamento. “

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Bibliografia

Boirab M.J, Ellison G.W., Slocum B. “Tecninca chirurgica” UTET

Cheli R. “Clinica chirurgica veterinaria” UTET

Slatter “Trattato di chirurgia dei piccoli animali” SBM