Formazione di osteofiti intrarticolari ed extrarticolari

Dott. Mauro Dodesini – mauro.dodesini@omeopatiapossibile.it

 

A)

Osteofiti mariginali o intrarticolari:neoformazioni di tipo osteogenetico riparativo tendenti a realizzare un ampliamento della superficie ossea portante.

Possono essere innocui : asintomatici e a rapida formazione

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da "Fisiopatologia dell'artrosi" prof. Carlo Maria Mortellaro - Facoltà di medicina veterinaria

 

Oppure possono essere nocivi e sintomatici

 

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Inoltre possono essere liberi in seguito ad un distacco:

 

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Sono proliferazioni dell’osso sub-condrale che si formano inizialmente dall’inserzione della membrana sinoviale nelle porzioni peri-articolari, dove la sinovia si riflette sulla giunzione condro-pericondrale, di articolazioni caratterizzate da una relativa stabilità che di conseguenza presentano movimenti anomali.

Gli osteofiti intraarticolari rappresentano quindi una reazione dell’organismo all’instabilità articolare e non si accompagnano obbligatoriamente a degenerazione della cartilagine articolare.

Interpretazione :

Gli osterofiti periarticolari e la capsula ipertrofica sono una reazione dell’organismo alla ricerca di una stabilità articolare.

 

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Commento omeopatico :

sono l’effetto dell’energia vitale che di fronte ad un’instabilità articolare si prefigge di aumentare la superficie di appoggio dell’articolazione con la formazione di osteofiti e tenta di ridurre l’escursione articolare anomala con la fibrosi della capsula. Vanno rispettati perché appartengono alla reazione di quel particolare organismo.

Considero da sottoporre ad intervento chirurgico soltanto quelli che una volta disgregati diventano i corpi liberi articolari : i topi articolari. Anche se secondo la mia personale esperienza nel tempo vengono quasi sempre riassorbiti.

 

Modalità di insorgenza :

Ci sono diverse Teorie :

 

a)    Il primo step è un’ipertrofia fibrosa che causa la costituzione di cartilagine e osso immaturo.

b)   La corticale dell’osso viene ulteriormente vascolarizzata da vasi provenienti dal canale midollare che vanno a nutrire l’osteofita che di conseguenza cresce.

 

Altri Ricercatori ipotizzano che :

Le ricerche di Mc Devitt e collaboratori hanno dimostrato nella lesione sperimentale del legamento crociato anteriore che già sette giorni dopo si assiste ad un accentramento di cellule simili ai fibroblasti nell’area in cui si incontrano cartilagine articolare e membrana sinoviale. Dopo quattro settimane questo accumulo si è trasformato in osso infiltrato con pochi condrociti.

Dopo otto settimane : riassorbimento del tessuto corticale femorale sottostante e aspetti trabecolari nell’osteofita primario. Dopo sedici settimane gli osteofiti erano formati osteofiti da tessuto osseo trasecolato, ricoperto da spessa cartilagine. Dopo quarantotto settimane la trabecolatura ed il midollo dell’osteofita e del femore distale erano comunicanti.

Altri Ricercatori hanno formulato l’ipotesi che l’iperplasia del margine cartilagineo sia invasa da tessuto vascolare di granulazione e di conseguenza si assisterebbe alla formazione di tessuto osseo.( Brinker)

B)

Entesiofiti o osteofiti inserzionali : vegetazioni ossee originatesi in corrispondenza di inserzioni mio-teno-legamentose ( entesi) e costituite spesso da osso lamellare compatto.

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C)

Osteofiti intrarticolari

La sclerosi dell’osso sub-condrale : al di sotto delle aree di erosione della cartilagine articolare si verifica una sclerosi ( eburnizzazione ) e l’osso assume la colorazione dell’avorio.

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E’ una sclerosi reattiva : il processo è dovuto alla riduzione della protezione garantita dalla cartilagine articolare, un successivo aumento del carico, una conseguente congestione vascolare e quindi un incremento della produzione reattiva do osso con aumento di compattezza delle lamelle ossee.

Questo processo può provocare la formazione di osteofitosi intrarticolare a causa dell’innesco di ossificazione encondrale

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Bibliografia

 

“ Manuale di Ortopedia e trattamento di fratture dei piccolo animali. Autori : Brinker, Piermatttei, Flo. Editore:  Utet-Saluzzo 1989

“Fisiopatologia dell’artrosi” prof. Carlo Maria Mortellaro