Il ruolo degli ormoni

Dott.ssa Chiara Dissegna – chiara.dissegna@gmail.com

Estrogeni e progesterone sono ormoni steroidei prodotti dalle ovaie a partire dalla pubertà.

Gli estrogeni sono i responsabili del comportamento estrale negli animali ciclici e, alla pubertò, dello sviluppo delle caratteristiche degli organi genitali femminili e delle strutture sessuali secondarie (conformazione dell’organismo, distribuzione dell’adipe, caratteristiche del mantello…). Essi hanno un’azione iperemica, iperplastica ed ipertrofica su tutto l’apparato riproduttore.

Il progesterone deriva il suo nome dalla sua funzione di preparazione e mantenimento della gravidanza. Viene prodotto dalle cellule del corpo luteo durante la fase luteinica ovarica sotto lo stimolo dell’LH divenendo l’ormone predominante durante la fase di diestro ed in gravidanza. Le sue azioni progestiniche (cioè a favore del mantenimento della gravidanza) sono la diminuzione della contrattilità spontanea delle cellule miometrali e la diminuzione della loro sensibilità all’ossitocina, un effetto immunosoppressivo nell’ambiente uterino, promuovere la formazione del tappo cervicale e portare a completo sviluppo la componente alveolare della ghiandola mammaria, mediante un’azione trofica complementare a quella degli estrogeni.

A livello mammario, questi due ormoni sono fondamentali per un corretto sviluppo e differenziazione del tessuto ghiandolare mammario. Dalla pubertà, gli estrogeni stimolano il sistema duttale rudimentale a proliferare per poi formare un albero complesso attraverso il tessuto adiposo ghiandolare. Il progesterone è responsabile dello sviluppo alveolare che avviene in gravidanza e in diestro.

Nella mammella normale e neoplastica sono presenti recettori per estrogeni, progesterone, fattore di crescita epidermico, prolattina, insulina, corticosteroidi e per altri ancora. La mammella subisce quindi un’influenza poliormonale molto complessa, anche se gli estrogeni sono gli ormoni più importanti.

La valutazione dello stato dei recettori rappresenta un parametro importante in medicina umana ai fini terapeutici e prognostici, ma in medicina veterinaria non è un esame di routine. Numerosi studi in medicina umana hanno dimostrato che l’espressione recettoriale nel tumore è inversamente correlata al grado di malignità e alla proliferazione cellulare. Secondo tali osservazioni, i tumori più differenziati subiscono il controllo regolatorio degli ormoni e proliferano di meno, mentre al progredire del tumore verso la malignità, la sua dipendenza ormonale diminuisce e la proliferazione cellulare aumenta.

Nella cagna la maggior parte dei tumori benigni o ben differenziati sono ER + (60-70% circa) e PR +, mentre quelli maligni sono tendenzialmente ER – (40-60%).

Sono numerosi i fattori che influenzano lo stato dei recettori:

  • dimensione del tumore primitivo: la concentrazione di ER e PR tende a diminuire con l’aumentare del volume della neoplasia
  • stato ormonale: le cagne in fase luteale hanno una più alta concentrazione di ER rispetto alle cagne ovariectomizzate o in anestro. Solamente i cani con neoplasia ER + traggono beneficio dall’ovarioisterectomia e dalla terapia ormonale; perciò la positività ai recettori per gli estrogeni ha significato prognostico favorevole, sia in termini di tasso di recidiva sia di sopravvivenza
  • ulcerazione cutanea, metastasi linfonodali, età della cagna alla diagnosi sono fattori che fanno diminuire significativamente l’espressione dei recettori ER

Bibliografia:

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