Sintomatologia

Dott.ssa Claire Palopoli – claire.paolopoli@libero.it

 

Raramente il FIV è direttamente responsabile delle forme cliniche che caratterizzano l’immunodeficienza felina. La compromissione delle funzioni immunitarie è la maggior responsabile dei diversi sintomi che più frequentemente ricorrono in questa malattia.

Dal punto di vista strettamente clinico è impossibile distinguere l’infezione da FIV e quella da FeLV; in entrambi i casi sono in genere la cronicizzazione o le difficoltà di trattamento di forme morbose, apparentemente di minore entità, a far nascere il sospetto di infezione da FIV (o da FeLV) e a mettere il veterinario in allarme.

Molti gatti positivi al FIV hanno un’anamnesi di periodi di salute relativamente buona alternati a periodi di malattia (solitamente si tratta di malattie ricorrenti). Tra le forme cliniche diagnosticate più frequentemente in corso di infezione da FIV ci sono le gengiviti, le stomatiti, le fauciti e le periodontiti (spesso croniche e maggiormente refrattarie alle terapie rispetto a quelle associate all’infezione da FeLV). Sono generalmente forme infiammatorie di tipo ulcerativo-proliferativo, caratterizzate da infiltrato linfoplasmacellulare.

Molto comuni sono anche le infezioni croniche e/o opportuniste come ad esempio quelle dell’orecchio esterno e della cute, sostenute da Staphylococcus o da altri germi. Comune è anche la co-infezione da Haemobartonella felis.

Gli ascessi provocati da morsi guariscono con molta difficoltà e lentezza. Spesso si riscontrano forme di rogna notoedrica e demodettica, in genere poco frequenti nei gatti sani, così come forme particolarmente aggressive di dermatofitosi (tigna).

Nei gatti con infezione da FIV si notano inoltre patologie respiratorie croniche soprattutto a carico delle vie aeree superiori e forme di diarrea persistente. Spesso in questi casi vengono isolati anche il Calicivirus, l’Herpesvirus e il Parvovirus che sono certamente importanti fattori co-infettivi.

Si ricordano anche le importanti patologie oftalmiche indotte dal FIV; le principali sono l’uveite anteriore, l’infiammazione della pars plana e il glaucoma. Sembra che tali patologie siano causate direttamente dal virus (o comunque secondarie a forme immuno-mediate o autoimmuni legate all’azione virale) oppure che derivino da infezioni opportunistiche da Citomegalovirus o Toxoplasma secondarie all’immunodepressione.

Il FIV è in grado di infettare anche il cervello provocando gravi danni al S.N.C. e periferico. Possono comparire infatti molto precocemente sintomi neurologici quali ad esempio riflessi pupillari ritardati, anisocoria, riflesso di raddrizzamento ritardato, disturbi del sonno, paresi del treno posteriore o incapacità a fare piccoli salti, atassia locomotoria, sindromi convulsive, etc…

Spesso nei gatti infetti si possono manifestare cambiamenti nel comportamento che li portano ad essere o più aggressivi, o eccessivamente paurosi o, ancora, a mostrare atteggiamenti compulsivi.

Dal punto di vista patogenetico il danno neuronale è causato dall’infezione, da parte del virus, degli astrociti e delle cellule della microglia.

Gli astrociti svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento del microambiente neuronale: regolano il livello di glutammato extracellulare, neurotrasmettitore che si accumula in seguito all’attività neuronale. L’eccessiva presenza di glutammato è tossica per i neuroni e ne provoca la morte; sembra che il FIV inibisca in modo significativo la capacità degli astrociti di eliminare questo neurotrasmettitore con la conseguente morte neuronale.

Le cellule della microglia invece, una volta infettate dal virus, si ipotizza che producano diverse neurotossine, responsabili delle lesioni al S.N.C.

Il motivo per cui spesso i sintomi non vengono rilevati sta nel fatto che sono generalmente transitori e si risolvono spontaneamente nel giro di poche settimane. In ogni caso nella diagnosi differenziale dei gatti con sintomatologia neurologica non spiegabile, andrebbe sempre considerata anche l’infezione da FIV.

Il FIV può essere associato, anche se non molto frequentemente, a forme neoplastiche. Sembra infatti che i gatti con infezione da FIV abbiano circa il 5% di probabilità in più rispetto ai gatti sani di sviluppare tumori, in particolare forme linfoidi (soprattutto linfoma alimentare). Altri tumori riscontrati nei gatti infetti sono: fibroma, mastocitoma, carcinoma squamocellulare e forme mieloproliferative.

Possibile è anche la coinfezione FIV-FeLV ; la possibilità di sviluppare tumori in questi animali è moto elevata, arrivando al 77%.

Ovviamente i gatti con doppia infezione manifestano in generale sintomi molto gravi e forme di malattia molto difficilmente trattabili con prognosi sfavorevole.