Immunodeficienza felina: eziologia

Eziologia

Dott.ssa Claire Palopoli – claire.palopoli@libero.it

 

L’immunodeficienza felina è una malattia infettiva virale del gatto capace di causare nei felidi domestici una sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).

Il virus responsabile di questa malattia (FIV-Feline Immunodeficiency Virus) è un RNA-virus appartenente alla famiglia Retroviridae, sottofamiglia Lentivirinae.  I lentivirus sono in grado di infettare molti mammiferi tra cui anche l’uomo; il virus dell’ HIV appartiene infatti a questa famiglia.

L’infezione da FIV nel gatto, infatti, viene utilizzata come modello per lo studio dell’infezione da HIV nell’uomo, dal momento che le sindromi cui danno origine sono molto simili tra loro.

Come tutti i retrovirus il FIV è in grado di integrare il suo genoma a quello della cellula ospite grazie ad un enzima, la tracrittasi inversa che produce una copia a doppia elica di DNA a partire dall’RNA del virione.

Il FIV è ubiquitario allo stesso modo del FELV (virus della leucemia felina, cfr articolo relativo). La trasmissione dell’infezione da FIV rispetto a quella da FeLV avviene però con maggiori difficoltà: molto remota è infatti la possibilità che l’infezione si trasmetta semplicemente tramite la condivisione di ciotole, lettiere e groomig, cosa che accade invece per il FeLV.

Il FIV è trasmesso principalmente tramite le ferite da morso in quanto è eliminato efficacemente attraverso la saliva dei gatti infetti; per questo i gatti maschi che hanno la possibilità di uscire all’esterno o che vivono all’aperto vengono infettati molto più frequentemente della femmine (rapporto 4:1).

Anche la trasmissione per via transplacentare o colostrale è poco frequente e si verifica generalmente quando la madre viene infettata durante la gravidanza o l’allattamento: in questo caso infatti il contatto dei feti o dei gattini con il virus avviene prima che la madre stessa abbia il tempo di sviluppare una efficace risposta anticorpale e di trasmetterle quindi ai feti o ai neonati. Questo permette di spiegare anche perché i gattini nati da madri infette raramente siano infetti: l’imponente risposta immunitaria della madre associata spesso a bassi livelli di viremia sono un ostacolo all’infezione perinatale dei gattini.

D’altro canto ci sono alcuni ceppi di FIV che vengono trasmessi con maggiore efficacia per via materna e in questi casi le gatte presentano un’elevata carica virale e un basso numero di linfociti CD4+.

La trasmissione per via sessuale, che nell’uomo è molto importante, nel gatto risulta invece poco comune anche se lo sperma contiene una carica virale.

Riassumendo si può affermare che la via di trasmissione più frequente dell’infezione è quella orizzontale (tramite ferite da morso), mentre quella verticale è molto più rara.