Introduzione

INTRODUZIONE

 

Dott.ssa Dissegna Chiara – chiara.dissegna@libero.it


 

 

La peritonite infettiva felina (FIP) è una malattia molto comune e di frequente riscontro. Tra le malattie infettive dei gatti è una delle più fatali.

E’ una malattia immuno-mediata innescata da un coronavirus felino (FCoV).  Il FCoV appartiene alla famiglia Coronaviridae, un gruppo di virus a RNA a polarità positiva provvisti di envelope che si ritrovano spesso nei gatti. Gli anticorpi specifici per il coronavirus sono presenti nel 90% dei gatti dei gattili e nel 50% dei gatti di proprietà che vivono da soli. Approssimativamente solo il 5% dei gatti infetti da FCoV sviluppa la FIP.

Poiché la FIP non è solo comune ma soprattutto mortale  è indispensabile riuscire a fare una rapida e attendibile diagnosi. Purtroppo la difficoltà di una diagnosi corretta deriva sia dal fatto che non esistono sintomi patognomonici per questa malattia, sia dal fatto che un test diagnostico accurato ancora non esiste.

 

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Inizialmente è stato ipotizzato che i ceppi di coronavirus enterici causanti la FIP fossero differenti dai ceppi avirulenti di comune riscontro nei gatti. In realtà essi sono sono sierologicamente e geneticamente indistinguibili. Il virus agente della FIP  deriva da una mutazione di un coronavirus enterico avirulento. Si  è scoperto infatti che i gatti vengono infettati  da un ceppo  avirulento di FCoV che replica negli enterociti ma che a un certo punto subisce una mutazione a livello del suo genoma che gli aumenta la virulenza e  gli fornisce l’abilità di replicare nei macrofagi. Questo fatto è un momento chiave nella patogenesi della FIP.