Mastocitoma del cane

Dott.ssa Claire Palopoli – claire.palopoli@libero.it

 

Il mastocitoma è un tipo di tumore molto frequente nel cane dal momento che rappresenta  il 7-25% dei tumori cutanei.

Patogenesi ed epidemiologia

Il meccanismo patogenetico esatto e le cause alla base del mastocitoma canino sono ancora per la maggior parte sconosciute.

Esiste una predisposizione ereditaria; ci sono infatti razze maggiormente colpite rispetto ad altre come i bulldog e i loro derivati, il boxer, ma anche il labrador retriever, il bovaro del bernese, lo shar-pei, il carlino, il beagle, lo schnauzer. Generalmente vengono colpiti soggetti di 8-10 anni; più raramente sono interessati i cuccioli e i cani anziani.

Presentazione clinica: aspetto e localizzazione

Il comportamento clinico dei mastocitomi è variabile e imprevedibile, anche se tutti sono potenzialmente maligni.

Spesso si presentano come masse singole o multiple che si sviluppano nel derma e/o nel sottocute. Tali masse possono essere peduncolate, bottoniformi o nodulari.

Hanno generalmente una consistenza piuttosto dura, raramente gelatinosa.

L’aspetto che più frequentemente si incontra è quello di una massa singola di 1-5 cm di diametro, circoscritta (MTC ben differenziato).

Sono abbastanza frequenti anche altre forme cliniche, più tipiche dei MTC scarsamente differenziati, in cui la massa è poco delimitata, infiltrante i tessuti sottocutanei e di consistenza soffice o gelatinosa.

Il noduli multipli possono rappresentare sia forme metastatiche che presentazioni iniziali di forme primarie.

In linea generale, tutti i MTC possono ulcerarsi, o avere aspetto edematoso ed eritematoso, soprattutto in seguito a palpazione o a traumi (per il rilascio delle sostanze vasoattiva contenute nei mastociti, conseguente alla manipolazione).

Le localizzazioni più frequenti del MTC sono il tronco, gli arti e la regione perineale.

La crescita è solitamente piuttosto lenta, ma c’è sempre la possibilità di una diffusione locale o sistemica, quest’ultima in genere associata ad un aumento di volume dei linfonodi satelliti.