Mastocitoma nel gatto

Dott.ssa Claire Palopoli – claire.palopoli@libero.it

 

Il mastocitoma nel gatto è meno frequente che nel cane e, in linea generale, meno aggressivo.Rappresenta il 2-15% dei tumori cutanei di questa specie.

I gatti di razza siamese, quelli anziani (> 10 anni) e di sesso maschile sembrano essere  maggiormente predisposti.

Comportamento

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Il tumore può localizzarsi ovunque, ma le sedi colpite più frequentemente sono la testa, i padiglioni auricolari e il collo.Generalmente il MTC felino ha la forma di un nodulo singolo intracutaneo, di colore bianco o rosa e solo raramente assume un aspetto infiltrante. Le sedi di metastatizzazione più frequenti sono i linfonodi regionali, mentre la progressione del tumore agli organi interni è molto più rara che nel cane, sebbene esistano forme anche molto aggressive.

È bene sottolineare a questo punto che nella specie felina il MTC cutaneo, oltre che primario, può essere anche sede metastatica di un tumore primario a livello splenico. Nel gatto esistono inoltre 2 varianti istologiche: quella istiocitica e quella mastocitica.

Il MTC mastocitico comprende a sua volta 2 forme differenti: compatta-ben differenziata e diffusa-anaplastica.

Il MTC mastocitico compatto è il più frequente (dal 50 al 90% dei casi) e il più benigno. È ben delimitato anche se privo di capsula, e costituito da cellule rotonde e uniformi.

Al contrario il MTC mastocitico anaplastico è molto più aggressivo, anche se più raro (5-10% dei casi).

Generalmente ha una forma infiltrante i tessuti adiacenti ed istologicamente è caratterizzato da marcato pleomorfismo e cellule ad intensa attività mitotica.

Il MTC istiocitico rappresenta il 10-20% dei MTC del gatto. Ha generalmente la forma di un nodulo, ben delimitato e dal punto di vista istologico è caratterizzata dalla presenza di una componente istiocitaria predominante rispetto a quella mastocitica.

Colpisce spesso gatti siamesi giovani (6 mesi-4 anni), e si presenta sotto forma di papule o noduli non pruriginosi localizzati soprattutto a livello di testa e padiglioni auricolari.

Queste lesioni possono regredire spontaneamente nell’arco di massimo 2 anni e sono tendenzialmente benigne.

Anche gatti adulti non di razza siamese possono sviluppare il MTC istiocitico, ma sono più predisposti dei siamesi alla diffusione viscerale.

Diagnosi

Come nel cane la diagnosi viene fatta tramite esami citologici e/o istologici.

Alla visita clinica è sempre molto importante la palpazione dei linfonodi satelliti, seguita dal puntato con ago sottile se dovessero essere aumentati di volume.

Terapia

La chirurgia è la terapia di  prima scelta per la variante mastocitica. Al contrario nel MTC istiocitico si può, previa conferma istopatologica, aspettare la remissione spontanea.

In caso di lesioni pruriginose o di ulcere gastroenteriche si suggerisce l’uso di antistaminici, anche se recentemente si è scoperto che i mastociti felini rilasciano prevalentemente serotonina (e non istamina come nel cane). Si dovrebbero quindi utilizzare di preferenza molecole in grado di bloccare soprattutto questa molecola, per esempio la criptoeptadina.

Nel gatto, occasionalmente, sono state utilizzate sia la chemio- che la radioterapia nei casi di masse non asportabili, ma non sono stati riportati dati in letteratura.

Prognosi

A differenza del cane, nel gatto il grado istologico del tumore e lo stadio clinico non sembrano essere correlati al comportamento biologico, pertanto non possono essere utilizzati come fattori prognostici.

Si è notato però i maschi castrati hanno generalmente prognosi peggiore.

Inoltre la presenza di anoressia da più di 3 giorni è indice di prognosi sfavorevole così come la presenza di sintomi gastroenterici paraneoplastici (quest’ultimo fattore è valido nelle 2 specie).

Bibliografia

“Oncologia medica dei piccoli animali”  di Laura Marconato e  Fabio Del Piero  Poletto Editore

“Trattato di clinica medica veterinaria”  di S.J.Ettinger e E.C.Feldman   Antonio Delfino Editore