Le neoplasie epatiche

Le neoplasie epatiche

Dott.ssa Chiara Scerna – chiara.scr@alice.it

 

Classificazione

Delle forme primarie il carcinoma epatocellulare è più frequente nel cane maschio mentre nella femmina e nel gatto il carcinoma biliare è la neoplasia che si osserva con maggiore frequenza.I carcinomi epatici primitivi originano dalle cellule epatiche (epatociti) e possono presentarsi sotto forma di un’unica massa nella maggior parte dei casi (60%), sotto forma di noduli (29%) o in forma diffusa (10%); i carcinomi biliari originano invece dagli epiteli biliari e si presentano diffusi o multifocali. La forma solitaria spesso è di grandi dimensioni ed interessa un solo lobo epatico, la forma multifocale è rappresentata da diversi noduli di dimensioni variabili in più lobi e la forma diffusa infiltrativa invade tutto l’organo.I tumori primitivi non epiteliali di origine mesodermica come il mixosarcoma, il fibrosarcoma, il leiomiosarcoma, ecc.. sono rari fatta eccezione per l’emangiosarcoma che è di frequente riscontro nel cane; gli adenomi vengono scarsamente segnalati.

Le differenze macroscopiche tra carcinomi ed adenomi non sono particolarmente significative, in sezione le forme benigne sono quasi sempre dotate di capsula connettivale che non è presente con la stessa frequenza nei carcinomi la cui forma diffusa ne è sempre sprovvista.Nei carcinomi il parenchima tumorale è friabile e può assumere varie colorazioni dovute alla presenza di aree emorragiche, necrotiche, di infiltrazione lipidica o di stasi biliare; gli adenomi sono più uniformi nell’aspetto.

Istologicamente è possibile riconoscere l’origine dei tumori primitivi epatocellulari, le cellule tumorali più grandi, vacuolizzate e con citoplasma basofilo, sono comunque molto simili agli epatociti normali; inoltre l’assenza degli spazi portali, delle vene centrolobulari e dei dotti biliari permette di differenziare i tumori dalle iperplasie nodulari (frequenti nel cane) dove queste strutture sono conservate.

 

Le neoplasie di origine biliare o tumori colangiocellulari si presentano in piccole masse solide o cistiche con struttura tubulare o confluiscono in un’unica massa policistica a contenuto acquoso con parete connettivale.

La localizzazione intraepatica del carcinoma biliare è la più frequente, questa neoplasia può essere infiltrativa, nodulare o nodosa ed è ricca di stroma fibroso carattere distintivo per la differenziazione dai tumori epatocellulari.

-I tumori metastatici superano di gran lunga i tumori primitivi (74% nel cane ed 80% nel gatto); le metastasi epatiche sono secondarie a neoplasie mieloidi e linfoidi nel gatto, mentre nel cane sono secondarie ad altre forme tumorali come i carcinomi pancreatici, il fibrosarcoma e l’emangiosarcoma.

-Le neoplasie emolinfatiche spesso interessano il fegato, coinvolto nel processo neoplastico; nel caso del linfoma felino al livello epatico le metastasi si presentano in forma nodulare mentre nel caso del linfosarcoma e delle leucemie linfoidi e mieloidi del cane le metastasi sono diffuse ed infiltranti.

 

Bibliografia:

P.S. Marcato “Anatomia e Istologia Patologica Generale Veterinaria” Terza edizione Edagricole. 1997.

Stephen J. Birchard, Robert G. Sherding “Medicina e chirurgia degli animali da compagnia. Manuale pratico” Terza edizione Elsevier Masson. 2009.

Ettinger SJ, Feldman EC “Trattato di Clinica Medica Veterinaria: malattie del cane e del gatto” vol. 1-2 Antonio Delfino Editore, 2001

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