Introduzione

Neoplasie mammarie

Dott.ssa Chiara Dissegna – chiara.dissegna@gmail.com

I tumori mammari sono le neoplasie più frequenti nella cagna, con la loro prevalenza dello 0,2% e sono maligni in una percentuale che varia dal 41 al 53%. Molte caratteristiche epidemiologiche e cliniche, come il comportamento biologico, sono simili ai carcinomi mammari della donna, motivo per il quale i tumori del cane sono un ottimo modello di studio.

Alla base dello sviluppo ci sono complesse interazioni, non ancora del tutto chiarite, tra più fattori. I tumori possono essere influenzati da fattori interni dell’ospite, come la genetica, la razza, la dietà, e fattori esterni, che includono le contaminazioni ambientali.

Età. l’età media di insorgenza si aggira attorno agli 8 e 11 anni, con un aumento dell’incidenza già a 6 anni. Raramente sono colpiti animali più giovani dei 5 anni e solitamente si tratta di cani trattati con progestinici.

Ormonali. Le neoplasie mammarie sono ormonodipendenti: è stato infatti evidenziato un effetto protettivo dell’ovariectomia in giovanissima età e uno sviluppo di lesioni displasiche e neoplastiche in cagne trattate con progestinici. Studi clinici dimostrano che la sterilizzazione prima del primo calore riduce il rischio di sviluppare tumori alla mammella (a questo proposito, si rimanda però ad una lettura attenta degli effetti collaterali della sterilizzazione prima del primo calore). La neoplasia mammaria è rara nei maschio, in cui l’incidenza è stimata dello 0-2,7% e correlata alla secrezione anomala di estrogeni in presenza di neoplasia testicolare delle cellule di Sertoli.

Razza. Tutte le razze possono sviluppare questa patologia, ma alcune razze sembrano comparire maggiormente negli studi clinici, rilevando una certa correlazione tra incidenza tumorale e razza, lasciando spazio all’ipotesi che possa esistere una predisposizione genetica e quindi familiare. Sembra che le razze più colpite siano quelle di piccola e piccolissima taglia, come barboncino nano, maltese, chihuahua, beagle, dachsahund, West Highlnand White Terier, Yorkshire terrier, bichon frise, seguite da razze di taglia media come English Springer e Brittany spaniel, cocker spaniel, english setter, pointer, pastore tedesco. Bisogna però ricordare che la sovra o sottoraprresentazione di una razza dipende dalal composizione della popolazione canina della regione geografica dello studio fatto, ci sono dati discordanti riguardo l’effettiva esistenza di una predisposizione di razza.

Obesità. Secondo studi recenti, animali magri a 9-12 mesi di età hanno un minor rischio di sviluppare neoplasie.. Il rischio aumenta quando parliamo di animali obesi in giovane età.

Alterazioni genetiche. Sono numerose le alterazioni riscontrate nei tumori mammari canini, come l’attivazione di protoncogeni cellulari, disattivazione o perdita dei geni soppressori (come p53) e presenza di anormalità a livello di DNA nucleare.

Contaminazione ambientale. I piretroidi sono contaminanti ambientali largamente diffusi negli ultimii dieci anni. Sono utilizzati come pesticidi in agricoltura e antiparassitari negli animali domestici e da reddito. Questa diffusione è legata alla loro efficienza come pesticidi e la loro emivita relativamente breve. Negli umani e negli animali, i piretroidi sono realmente assorbiti dalla cute e dal tratto respiratorio e digerente. Una volta assorbiti, vengono distribuiti nei vari tessuti e si concentrano in particolar modo nel tessuto adiposo. In casi di tumore mammario sono stati ritrovati in concentrazioni elevate nel tessuto circostante, ma non è ancora ben chiarito il meccanismo patogenetico.

Bibliografia:

Marconato L., Del Piero F. “Oncologia medica dei piccoli animali” Poletto Editore

Andrade F. et al. “Malignant mammary tumor in female dogs: envrironmental contaminants” Diangostuc Pathology 2010, 5:45

Klopfleisch et al. “Molecular carcinogenesis of canine mammary tumors: news from an old disease” Veterinary pathology 48 (1) 98-116