Osteosarcoma

Dott.ssa Scerna Chiara

chiara.scr@alice.it

Definizione:

L’OSA è una neoplasia maligna, primaria, che interessa l’apparato scheletro e rappresenta circa l’80 – 90 % dei tumori ossei sia nel cane che nel gatto.

L’apparato scheletrico può essere sede di tumori maligni, benigni e metastatici; i tumori benigni raramente interessano le strutture adiacenti mentre quelli maligni tendono alla diffusione, all’interessamento di altre strutture come i tessuti molli e presentano caratteristiche tipiche di malignità. L’OSA rientra in questa categoria di tumori maligni e primari delle ossa.

Insorge più frequentemente a carico delle ossa lunghe, in sede metafisaria, e le estremità sono per tale motivo maggiormente colpite rispetto allo scheletro assiale (comprendente le ossa della testa, del tronco, la colonna vertebrale e la gabbia toracica); dello scheletro appendicolare gli arti posteriori sembrerebbero sede elettiva del tumore rispetto agli arti anteriori per quanto riguarda il gatto anziano mentre nel cane, prevalentemente di razza medio/grande o gigante, sono gli arti anteriori ad essere interessati con maggiore incidenza.

L’OSA può manifestarsi anche a carico delle ossa del cranio, della faccia, in sede orbitale, al livello delle vertebre, costole, scapola e bacino ma con minore incidenza.

Le vertebre risultano essere maggiormente interessate secondariamente ovvero da metastasi di tumori presenti in altre sedi.

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Fattori di rischio:

Età, razza, peso, sesso, predisposizioni familiari e/o genetiche sono considerati come principali fattori di rischio tuttavia condizioni infiammatorie o stimoli alla proliferazione cellulare (effetto mitogeno) in primis nelle metafisi o “zone di transizione” tra diafisi (corpo o parte intermedia) ed epifisi (estremità) dell’osso lungo sono da includere nei fattori predisponenti all’insorgenza dell’osteosarcoma.

Nel gatto non si evidenziano predisposizioni di sesso o razza ed il tumore appare prevalentemente nei soggetti adulti/anziani tra i 10 e gli 11 anni di età; nel cane invece sembrano essere più colpiti i soggetti maschi, di razza medio/grande e gigante (Rottweiler, Bovaro, San Bernardo, Alano, Greyhound, Levrieri, etc), al contrario dei cani di razza medio/piccola che sembrerebbero meno a rischio. L’età rappresenta un fattore di rischio particolarmente variabile nei cani poiché i soggetti che manifestano tale patologia possono rientrare in fasce decisamente ampie, si segnalano casi dai 6/7 mesi fino ai 15 anni.

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Alterazioni a carico dell’osso come osteomieliti batteriche e fungine, formazione di esostosi cartilaginee con proliferazione della cartilagine e del tessuto osseo (osteocondromatosi), lesioni degenerative, infarti ossei e microfratture, sono altresì annoverati nei fattori di rischio.

 

Bibliografia:

S. J. Withrow E.G. MacEwan  “Small Animal Clinical Oncology” Editore Elsevier Saunders fifth edition 2013

W.R.M. Kraft U.M.Durr “Trattato di medicina e chirurgia del gatto” Ed Veterinarie s.r.l. Masson s.p.a. 2001 Milano

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