Introduzione all’ortopedia

Dott. Mauro Dodesini

Questa sezione si prefigge di informare il lettore sulle principali patologie veterinarie di carattere ortopedico.

Suscita spesso meraviglia nei Clienti e nei Colleghi sapere che tutte le patologie ortopediche, nessuna esclusa, possono avere un approccio omeopatico e quindi una terapia Omeopatica. Questa è valida solo per quel particolare paziente: ad un altro paziente con la stessa patologia verrà molto probabilmente prescritto un Rimedio diverso se presenta sintomi diversi.

Redatta una diagnosi tradizionale attraverso l’esecuzione di esami radiografici, Tac, risonanza magnetica e quanto si fosse reso necessario è possibile poi stabilire un approccio omeopatico.

Questo avviene riesumando la Semeiotica spesso sostituita dalla diagnostica per immagini :

a)     osservando quale posizione assume il soggetto quando è fermo sulle quattro zampe;

b)    rilevando quali particolari posizioni assume mentre cammina;

c)     verificando se assume qualche particolare posizione per lenire il dolore;

d)    chiedendo al proprietario se si avvicina a fonti di calore o preferisce appoggiare la parte “ malata “ su una superficie fredda,…e verificando poi se ha un reale giovamento dall’assunzione di questo atteggiamento.

e)     Informandosi se manifesta un reale aggravamento quando mutano le condizioni atmosferiche o quando aumenta il tasso di umidità.

f)      facendosi dire come sopporta lo sforzo e quanto tempo gli è necessario per stancarsi.

g)     Chiedendo se aggrava durante il movimento in salita e\o in discesa…

h)     Facendosi descrivere il suo carattere

In Medicina Veterinaria come in Pediatria sono importanti i Segni e i Sintomi : mentre la valutazione dei primi è condizionata dalla sensibilità del Medico, la raccolta dei secondi richiede una reale partecipazione da parte del proprietario della bestiola. La determinazione del Rimedio Omeopatico più adatto in quel momento a quel soggetto è quindi una ricerca che si fa insieme non trascurando nessun particolare, anche quello che può sembrare il più insignificante.

Quando Medico, paziente e conduttore instaurano un buon affiatamento la possibilità di errore di prescrizione, che comunque è sempre alta, dai 600 Rimedi Omeopatici comunemente prescritti bisogna arrivare a quello più adatto a quel soggetto con quei particolari sintomi, si riduce molto. Quando questo lavoro è affrontato con una logica e obiettiva la raccolta di sintomi è molto probabile che segua una prescrizione efficace. Se così non fosse nessun problema : vanno rivalutati i sintomi fondanti la prescrizione e data importanza maggiore a qualche altro probabilmente trascurato o sottovalutato durante la visita precedente.

L’interpretazione della patologia è quindi dinamica, non statica.

E’ importante l’approfondimento diagnostico che il Medico curante ritiene necessario, ma è altrettanto fondamentale capire come quel particolare soggetto “ vive “ e manifesta la sua malattia.

Mi piace affermare : “ diamo vita a quel sacchetto di ossa! ”

Nella sezione CASI CLINICI verrà pubblicata una numerosa casistica su tutte le diverse patologie curate e il lettore verrà messo nelle condizioni migliori per un’obiettiva valutazione dell’efficacia e della validità della terapia omeopatica nelle patologie ortopediche.

I motivi di una terapia conservativa :

Prof. Renato Cheli

mi sono laureato alla Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano ed ebbi la fortuna di assistere agli interventi chirurgici del Prof. Renato Cheli,  il vero “ padre ” della Chirurgia Veterinaria in Italia. Era un grande Professore e un Uomo sotto tutti i punti di vista e trasferì a noi studenti un amore verso la ricerca e un entusiasmo verso l’ortopedia che non ci ha mai abbandonato. Le sue Lezioni, anche con le prime videocassette, e i suoi libri sono state la base della formazione di tutti i Veterinari della mia generazione. Neo laureato trascorsi un lungo periodo di tirocinio presso un noto professionista noto chirurgo ortopedico ma anche ottimo diagnosta. Da lui imparai come osservare le zoppie, le manualità e il relativo sviluppo della sensibilità durante la visita ortopedica. Seguii numerosi Corsi e Congressi per approfondire l’aspetto ortopedico, allora non esisteva il Diploma Europeo, perché mi affascinava.

I primi interventi chirurgici che effettuai furono impegnativi ma molto soddisfacenti, ma mi scontravo sempre, anche con i proprietari più attenti, con le difficoltà del post-operatorio. I problemi erano sempre diversi : i pazienti riuscivano a strapparsi i bendaggi e\o si auto traumatizzavano a causa del prurito che accompagna quasi sempre i processi di cicatrizzazione della cute; recuperavano più velocemente della produzione di un callo osseo stabile e correndo arrivavano a disinserire placca e viti;

stendo un pietoso velo sui  possibili problemi del post-operatorio di un cane o di un gatto…

Inoltre mi scontravo con la relativa disponibilità di spesa da parte dei proprietari : atteggiamento che ho riscontato sia in soggetti realmente indigenti che in altri assai benestanti. Le risposte potevano essere agghiaccianti “ per la stessa cifra ne compro un altro…abbattiamolo per non farlo soffrire…che senso ha operare un cane anziano che vivrà al massimo ancora 2-3 anni…”

Fattore non trascurabile era l’obiettiva sofferenza dei pazienti e la relativa difficoltà di recupero a condizioni di vita soddisfacenti.

Su pressione di un Amico Farmacista mi iscrissi ad una Scuola di Omeopatia  e inizialmente scettico mi meravigliai dei risultati ottenuti nonostante una preparazione inadeguata. Alla fortuna del neofita seguì una serie clamorosa di insuccessi, di cui mi scuso con i proprietari di quegli animali, che stimolarono lo studio e l’approfondimento dell’omeopatia. Il primo Corso triennale non mi soddisfece e mi iscrissi ad un’altra Scuola sempre triennale, ma anche questa non mi consentì una preparazione adeguata alla professione così che mi iscrissi ad un Master sempre triennale grazie al quale feci il salto di qualità.

Essendo Libero Professionista titolare del proprio Ambulatorio non ero limitato nella scelta delle opzioni terapeutiche e ho applicato l’Omeopatia in tutte le patologie incontrate fino a sviluppare una discreta esperienza clinica.

Dopo tanti anni posso esprimere la mia profonda soddisfazione : il rispetto dell’integrità anatomica e funzionale del soggetto sviluppa una sensibilità non solo terapeutica ma anche di comprensione delle dinamiche del paziente che altrimenti verrebbero soffocate da un approccio di tipo meccanicistico. Questo blocca la nostra capacità di conoscenza del miracolo della vita ai primi stadi più elementari : quella della materia cruda sede di un’internabile numero di reazioni biochimiche fini a loro stesse. Ci sono altri livelli come :

a) la modalità di espressione del dolore fisico che è sempre individuale quando si ha la pazienza di verificarla e approfondirla;

b) la particolare reazione individuale alle condizioni atmosferiche : umidità, freddo,..

c) la peculiarità della personalità che si ha di fronte : unica nelle manifestazioni della sua positività come dei suoi aspetti negativi.

d) la singolarità delle strategie che adotta il paziente per relazionarsi con il mondo : l’arroganza, la necessità di impietosire, il bisogno di compiacere, la profonda sensibilità non espressa, la sofferenza non manifestata, la delusione affettiva non sono caratteristiche esclusive della specie umana ma sono comunemente condivise sicuramente dagli altri mammiferi.L’Omeopatia è una chiave di accesso al mondo vivente perché ha un’interpretazione dinamica e non statica della vita e della malattia. Le nostre bestiole possono morire anche quando tutti gli esami che eseguiamo rientrano nei parametri, o possono sopravvivere oltre la prognosi anche quando affette da gravi patologie tumorali ben diagnosticate. Sono quindi esclusivi e soddisfacenti i parametri che adottiamo normalmente nella pratica Clinica o vanno integrati con la comprensione della peculiarità del soggetto? E’ fondamentale dare vita a questo “ sacchetto di ossa “ se vogliamo darli una mano. La delega alla pastiglia o al globulo hanno il senso di una realtà di primo livello, molto materiale, ma ce ne sono altre profondamente più soddisfacenti che ci si aprono davanti quando consideriamo la nostra bestiola un essere in grado di profonde emozioni e non soltanto di impellenti necessità. Il Cliente Omeopatico è quindi una persona sensibile che aiuta il Clinico a conoscere quel particolare paziente in tutte le sue sfaccettature e sviluppa nel tempo un’attenzione e una sensibilità che gli garantiranno una conoscenza non superficiale del suo beniamino e quindi un ulteriore inaspettata gratificazione perché verrà a contatto con aspetti della sua personalità spesso trascurati se non addirittura negati.

Scelta terapeutica obbligata o spontanea  :

La scelta terapeutica conservativa è :

a)     obbligata : quando il paziente è anziano, defedato, o con patologie tanto importanti da non poter sopportare un’anestesia generale di lunga durata.

b)    Spontanea : quando il proprietario decide di rispettare l’integrità anatomica del suo animale, quando si prefigge di evitargli una sofferenza non obbligataria, quando la chirurgia ha fallito e vuole aiutare il suo animale a recuperare una mobilità normale e quando non può permettersi l’onere finanziario della chirurgia.

Come funziona il Rimedio Omeopatico nelle patologie scheletriche ?

Proprio come in tutte le altre patologie.

Sotto il profilo biochimico non ha nessun senso : gli somministriamo acqua con una piccolissima percentuale di alcool.

Che effetto terapeutico può avere ? nessuno ovviamente!

Ma i pazienti guariscono, o compensano con estrema funzionalità alla propria patologia.In una persona intelligente questo deve ingenerare un ragionamento : perché ? Perché quell’acqua più o meno fresca porta la memoria di quella sostanza. Nella sezione : Ricerca Scientifica tratteremo approfonditamente della questione. Ovviamente bisogna evadere dal ragionamento convenzionale e fare dell’astrazione.L’assunzione di questa frequenza entra in risonanza con quella dell’organismo vivente e ne aiuta il ripristino dell’equilibrio energetico. A questo punto più o meno rapidamente scompare il dolore, anche le articolazioni più compromesse riacquisiscono una mobilità inaspettata, si ricreano le condizioni per un movimento fluido e quindi il soggetto ritorna ad una vita normale : si ristabilisce il “ suo “ stato di salute. Ecco in poche parole il senso di equilibrio dinamico della salute e della malattia.

Se non vi accontentate di una spiegazione di “ buon senso “ Vi consiglio la lettura della dinamica della salute del Prof. Paolo Bellavite : un Medico, Professore Universitario italiano autorità mondiale in materia.

 Un Augurio e un ringraziamento :

Vi ringrazio per la pazienza dimostratami fino ad ora e Vi esorto ad una lettura critica e non prevenuta dei Casi Clinici. Finora avete letto il mio parere personale sull’argomento, ma preferisco che vi facciate un’idea dell’Omeopatia “ sul campo “.

Gli atti di Fede meritano altri oggetti che non la mia parola.

Dott. Mauro Dodesini