Bilanciere cefalo rachidiano

Bilanciere cefalo-rachidiano

Dott. Mauro Dodesini – mauro.dodesini@omeopatiapossibile.it


R.Barone "Anatomia comparata dei mammiferi domestici" Edagricole Bologna, 1998
R.Barone "Anatomia comparata dei mammiferi domestici" Edagricole Bologna, 1998

Innanzitutto una premessa di anatomia comparata :
la biomeccanica e la biodinamica del movimento di un Uomo non sono sovrapponibili a quella di un animale quadrupede. Le vertebre cervicali dell’Uomo presentano interessanti differenze rispetto a quelle degli animali :

Uomo : sono brevi ed esili. La testa è posta in equilibrio in cima alla colonna. La possibilità dei movimenti è decisamente più ridotta rispetto agli animali.

Vedi: 06 – Funzione del rachide nella specie Umana.

Animali : sono più grosse.

L’asse cervicale costituisce con la testa il Bilanciere cervico-cefalico importante nell’equilibrio e nella locomozione.

Vedi : 07 – Funzione del rachide nei quadrupedi.

Le masse muscolari del collo sono molto sviluppate : i movimenti di flessione, di estensione, l’inclinazione laterale e la circumduzione sono ampi e di facilissima esecuzione. La rotazione è molto ampia ed avviene sull’articolazione atlanto-epistrofea : l’insieme del movimento è facilitato dall’elasticità e dalla costituzione robusta dei dischi intervertebrali.

 

 

R.Barone "Anatomia comparata dei mammiferi domestici" Edagricole Bologna, 1998
R.Barone "Anatomia comparata degli animali domestici" Edagricole Bologna, 1998

 

Vedi : Cervicali n°7

Lo scopo del bilanciere è di adeguare il centro di gravità all’esecuzione dei diversi movimenti e delle diverse posizioni mantenute durante la stazione.

“è da paragonare al movimento delle braccia nella corsa dell’Uomo, in cui i movimenti oscillatori bilanciano l’alternarsi della spinta propulsiva degli arti inferiori sul terreno. “ Dr. Paolo Piccini

 

 

R.Barone "Anatomia comparata dei mammiferi domestici" Edagricole Bologna, 1998
R.Barone "Anatomia comparata dei mammiferi domestici" Edagricole Bologna, 1998

 

Quando la testa di un animale si abbassa il legamento cervicale tira i processi spinosi del garrese in avanti (direzione craniale), così che i primi corpi vertebrali toracici oscillano in direzione caudale ( all’indietro), mentre nella regione toraco-lombare i dischi intervertebrali si comprimono e corpi vertebrali si avvicinano. Questa regione della colonna aumenta la sua rigidità ed è così in grado di trasmettere completamente la forza sviluppata dagli arti pelvici.

Nel cavallo addirittura la pressione così esercitata può superare la capacità di resistenza delle vertebre : quando viene abbattuto per eseguire un intervento chirurgico e gli arti sono legati, la forza sviluppata dal bilancere durante la flessione si concentra verso la 15° vertebra toracica : bisogna mantenere la testa in costante estensione per evitare lo schiacciamento dei corpi vertebrali nella parte posteriore del dorso. Durante la corsa le forze si applicano soprattutto verso la metà del rachide toraco-lombare .

Nel cane

così si spiegano le frequenti ernie del disco fra la dodicesima vertebra Toracica e la seconda Lombare. Ma non solo : tutto questo ci aiuta a comprendere la dinamica del movimento. Valutiamo il movimento sotto il profilo “ fisico” : la forza viene prodotta dagli arti posteriori, trasmessa attraverso la colonna vertebrale e poi scaricata sugli arti anteriori ; comprendiamone la direzione ed eventuali problemi.

 

 

R.Barone "Anatomia comparata dei mammiferi domestici" Edagricole Bologna, 1998
R.Barone "Anatomia comparata dei mammiferi domestici" Edagricole Bologna, 1998

 

Le linee di forza nel loro percorso subiscono diverse deviazioni o “ leve “ o “ fulcro delle forze “ : a livello dell’articolazione coxofemorale, dell’articolazione sacroiliaca, sacrolombare, ma soprattutto toracolombare e poi si scaricano sull’articolazione della spalla ma soprattutto sui gomiti, quindi sul carpo e infine sulle interfalangee delle mani. Sottolineiamo che la colonna vertebrale non ha la stessa funzione di sostegno che ha per l’Uomo ma è “ come un ponte gettato tra gli arti pelvici propulsori e quelli toracici più adatti alla ricezione e all’ammortizzamento “.

 

 

Anfiartrosi

(altro…)