Discospondilite

Discospondilite

Dott. Mauro Dodesini – mauro.dodesini@omeopatiapossibile.it

E’ una patologia midollare di comune riscontro nella pratica clinica quotidiana.

E’ una patologia infiammatoria, distruttiva e proliferativa che intacca il disco intervertebrale e le facce articolari.

Caratteristicamente il corpo vertebrale presenta precocemente aree di lisi ossea bene evidenziabili con l’esame radiografico.

 

da "DISCOSPONDYLITIS IN DOGS: STATE OF THE ART" di Mortellaro, Alfieri, Boiocchi, Stefanello

 

da "DISCOSPONDYLITIS IN DOGS: STATE OF THE ART" di Mortellaro, Alfieri, Boiocchi, Stefanello

 

 

 

 

Eziologia

In base ad uno studio effettuato dall’Università di Milano su quasi 300 casi l’eziologia è :

  • 85 % Batterica :

di questi : Brucella Canis 6%, Staphylococcus Spp 62%, poi meno frequentemente Actinomices, Bacillus Subtilis, Enterococcus, Escherichia Coli, Micrococcus, Pasturella, Pseudomonas, Streptococcus.

  • 14% micotica: A. Terreus, Paecylomices

poi meno frequentemente : Fumigatus, A. Deflectus, Fusarium, Mucor, Penicillium, Pseudollescheria, Chysosporium

 

 

 

Fattori predisponenti

Le conseguenze dei traumi e le patologie del disco predispongono la vertebra alla possibile infezione.

Epidemiologia

“T. N., Walinski, J., Elliott J: JAMA, 1980 ”

Va sospettata in tutti i pazienti affette da patologie croniche : l’unico mezzo per diagnosticarla è ricordarsi che esiste.

da "DISCOSPONDYLITIS IN DOGS: STATE OF THE ART" di Mortellaro, Alfieri, Boiocchi, Stefanello

 

Dalle diverse ricerche emerge un dato significativo : sono più frequentemente coinvolti maschi giovani o adulti di grossa taglia. Ne consegue che la taglia e l’intensità della attività fisica sottopongono la colonna vertebrale a forze e tensioni che nei soggetti predisposti creano le condizioni per lo sviluppo di questa patologia.

Nel bassotto questa patologia è assai rara : ne consegue che le patologie dei dischi vertebrali e i relativi interventi chirurgici non sono da considerarsi fattori predisponenti importanti.

Particolarmente interessati sono i Pastori Tedeschi, gli Alani.

 

Infezioni micotiche

Cani di grossa taglia, femmine, adulte.


 

Patogenesi


I microrganismi patogeni possono raggiungere la vertebra o il disco intervertebrale in conseguenza della migrazione di un corpo estraneo che può essere inalato attraverso il naso, aspirato attraverso la bocca, attraverso la cute, attraverso l’apparato gastro intestinale. In questo caso si può reperire una fistola o una particolare lesione cutanea in sede paravertebrale.

 

 

 

 

 

 

 

La discospondilite è una complicanza descritta anche in occasione di processi infettivi insorti in altre sedi diffuse alle vertebre attraverso la circolazione sanguigna come per esempio : infezioni urinarie, endocardite batterica, infezione cutanee, infezioni gastrointestinali, infezioni respiratorie, ascessi dentari, infezioni ai testicoli.

La circolazione sanguigna nei distretti vascolari sub condrali nell’epifisi vertebrale è lenta e permette l’attecchimento e la successiva colonizzazione dei microrganismi patogeni. Successivamente attraverso la circolazione venosa l’infezione può diffondere alle vertebre vicine.

da "DISCOSPONDYLITIS IN DOGS: STATE OF THE ART" di Mortellaro, Alfieri, Boiocchi, Stefanello

 

Conseguenze

Di raro riscontro è una sublussazione vertebrale determinata dall’instabilità vertebrale. In seguito all’esecuzione di esami del liquido cefalo rachidiano Ricercatori hanno verificato che la meningite suppurativa non risulta essere una conseguenza comune della patologia ma della migrazione di corpi estranei.

Sintomatologia


L’esordio aspecifico e ingannatore perché può essere confuso con patologie dei visceri addominale a causa della concomitante malessere eo depressione generale, rialzo termico, perdita di peso, scarsa reattività, aumento della tensione addominale e scarso appetito.

L’osso neoformato e il tessuto connettivo fibroso determinano una compressione che può causare deficit neurologici che si esprimono con : zoppia, iperestesia spinale, movimenti rigidi, difficoltà di esecuzione del movimento del salto, atassia, falsa cifosi e paresi caudalmente alla localizzazione del disco leso.

Diagnosi Radiologica


Nei primi tempi si evidenzia lisi ossea localizzata in una faccia articolare vertebrale o in quella di due vertebre adiacenti. Gli spazi tra le vertebre si riducono a causa della lisi del disco.

Il profilo della proliferazione ossea lungo la faccia ventrale e laterale del corpo vertebrale è tipico perché irregolare e frastagliato.

Le successive evoluzioni possono essere : sclerosi ossea, spondilosi, una nuova lisi ossea o una fusione vertebrale.

 

da "DISCOSPONDYLITIS IN DOGS: STATE OF THE ART" di Mortellaro, Alfieri, Boiocchi, Stefanello

 

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In seguito ad una Ricerca effettuata dall’Università di Milano è la conferma clinica che il contemporaneo interessamento di più spazi discali è patognomonica di una spondilite micotica e non batterica.

 

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Esame TAC

da "DISCOSPONDYLITIS IN DOGS: STATE OF THE ART" di Mortellaro, Alfieri, Boiocchi, Stefanello

 

Esame Emocromo con Formula leucocitaria

L’incremento del numero di leucociti è raro.

Esame delle urine

In molti casi si riscontra pus o elevata carica batterica.

Esame del liquido cefalo rachidiano

Aumentano solo le proteine mentre gli altri valori sono nella norma.

Colture batteriche

L’agente patogeno colpevole si evidenzia con l’emocoltura, l’urino coltura e frammenti di osso.

Trattamento

Per stabilire un approccio terapeutico bisogna valutare :

a) il grado di deficit neurologico

b) i risultati delle colture ematiche eo urinarie

c) la diffusione delle lesioni

d) la possibilità di accesso chirurgico alla lesione.

I) quando i soggetti non sono affetti da gravi deficit neurologici normalmente hanno una risposta positiva alla terapia antibiotica mirata. Qualora la risposta fosse negativa si riconsidera la causa verificando ulteriormente se l’infezione è micotica o batterica e riconsiderando la terapia di conseguenza. La terapia antibiotica si somministra per un periodo di 4-6 settimane. Se questa è corretta il miglioramento del quadro clinico è veloce e difficilmente presenta forme recidivanti.

Il trattamento va protratto almeno 2 settimane dopo :

il miglioramento dei sintomi,

fino a quando si crea un’immagine radiologica si spondilosi anchilosante,e

fino alla negativizzazione della positività alla Brucella o ad altro agente eziologico.

Terapia Farmacologica

Antibiotica

* Cephalexin

* Cefazolin

* Cephalothin

* Clindamycin

* Enrofloxacin

* Cloxacillin

* Dicloxacillin

* Gentamicin

* Amoxi-clavulanate

Antiinfiammatoria

* Carprofen

* Buprenorphine

Terapia Antimicotica

* Itraconazole

* Amphotericin B

* Amphotericin B lipid complex

* Ketoconazole

* Terbinafine

Antiinfiammatoria

* Carprofen

* Buprenorphine

Terapia di elezione per il batterio Brucella Canis

* Doxycycline

* Minocycline

* Streptomycin

* Gentamicin

* Enrofloxacin

* Amikacin

II) quando i soggetti non migliorano o addirittura peggiorano il caso deve essere riconsiderato.

III) quando i soggetti mostrano alterazioni estremamente localizzate in sedi facilmente accessibili possono essere sottoposti ad intervento chirurgico. La sede dell’infezione viene toelettata e il frammento osseo prelevato sarà inviato in Laboratorio per un esame colturale.

IV) Quando le lesioni vertebrali non sono localizzate ma estremamente diffuse o in sedi non facilmente accessibili vengono trattate con associazioni antibiotiche.

V) I soggetti affetti da importante paresi o paralisi vengono sottoposti ad intervento chirurgico di decompressione midollare. La mielografia circoscrive l’estensione della lesione. L’intervento di scelta è l’emilaminectomia, perché risparmia i processi spinosi, o la laminectomia dorsale. L’osso e i tessuti fibrosi patologici vanno espiantati completamente dal canale midollare. Se la quantità di tessuto asportato è imponente si dovrà realizzare un trapianto di osso. Si possono creare le condizioni per un’immobilizzazione spinale attraverso l’applicazione di placche, viti o punti metallici. La terapia antibiotica si protrae per almeno 4-6 settimane dopo l’intervento.

Complicazioni possibili

Instabilità vertebrale.

Meningiti.

Meningomeningiti.

Ascessi sub aracnoide.

Ernie discali.

Prognosi

Forme batteriche : sopravvivono circa l’80% dei soggetti.

Forme micotiche : la morte di quasi il 100% dei soggetti.

Bibliografia :

1) Autore : D.H. Slatter.

Titolo ” Chirurgia di piccoli animali “.

Edizioni SBM Noceto (PR) a Abbiategrasso (MI) il Dicembre 1992.

2) Autori : M.J. Bojrab, G.W. Ellison, B. Slocum.

Titolo ” Tecnica Chirugica”.

Edizioni Utet Torino 2001.

3) Relazione ” Discospondylitis in dogs: state of the art ”

Autori : C. M. Mortellaro, C. Alfieri, S. Boiocchi, D. Stefanello

Department of Veterinary Surgery and Radiology, Faculty of Veterinary Medicine University of Milan.

4) Autori : W.O. Brinker, D.L. Piermattei, G.L. Flo

Titolo ” Manuale di Ortopedia e di trattamento delle fratture nei piccoli

animali “. Edizioni Utet, Torino 1989.

5) Autori : J.H. Gillespie, J.F. Timoney.

Titolo ” Malattie Infettive negli animali domestici “.

Seconda edizione italiana coordinata da Franco Scatozza.

Editoriale Grasso, Bologna 1984.