Il Disco Intervertebrale

Il disco intervertebrale

Figura 1 – Sezione trasversale di una vertebra, da Lombardo 2002.

Il disco intervertebrale è una struttura fibrocartilaginea interposta tra due vertebre contigue ed occupa il cosiddetto spazio intersomatico. Nel cane sono presenti 26 dischi intervertebrali, distribuiti lungo tutta la lunghezza della colonna vertebrale ad eccezione delle prime due vertebre cervicali (atlante ed epistrofeo) e a livello della porzione più caudale della colonna, la regione coccigea (Bray et al., 1998).

È composto da due parti: quella più interna prende il nome di nucleo polposo ed è formato per circa l’80% da acqua, mentre la più esterna è chiamata anulus fibroso, contenente un’elevata percentuale di fibre collagene organizzate in strutture lamellari. Una zona di transizione è posta nel punto di passaggio tra queste due aree (Lombardo, 2002).

Il disco intervertebrale è paragonabile ad un “cuscinetto  elastico” tra le vertebre, permette il movimento reciproco delle vertebre oltre a minimizzare le sollecitazioni da traumi (shock adsorber) grazie alla capacità di trasformare le forze compressive in forze tangenziali (Figura 2).

Figura 2 – Esemplificazione della capacità del nucleo polposo di scomporre le forze compressive, da Lombardo 2002

 

Questa capacità deriva sia dall’elasticità e dalla resistenza del nucleo che dalla disposizione dei fasci di lamelle che compongono il disco stesso: durante la compressione i differenti fasci slittano gli uni sugli altri in modo da permettere la scomposizione delle forze  che agiscono a livello di disco; modificazioni della struttura chimica legate all’età, a patologie o a traumi subiti ne possono minare l’efficacia (Testa et al., 2006).

Le sostanze nutritive necessarie al mantenimento delle strutture del disco sono apportate da una fitta rete di vasi sanguigni che passano attraverso i cosiddetti end plates ossei (costituiti da osso denso e perforato) e cartilaginei (la cui sostanza di base è cartilagine ialina). L’irrorazione permette di fornire sostanze nutritive solo alle porzioni più esterne del disco, mentre nelle aree più centrali ciò avviene attraverso processi di diffusione; la ridotta tensione d’ossigeno che si viene a creare in queste condizioni suggerisce la presenza di un metabolismo prevalentemente anaerobico del disco (Testa et al., 2006).

Esistono altre strutture collegate al disco intervertebrale, che ne assicurano la stabilità e ne proteggono l’integrità.

–    La cartilagine della limitante somatica (end-plate cartilagineo) che risulta essere il mezzo più importante della fissità del disco intervertebrale.

–    Due legamenti scorrono dorsalmente e ventralmente al disco, sono il legamento longitudinale dorsale e ventrale; essi sono intimamente connessi con la base ossea e il leg. longitudinale dorsale si interdigita con le fibre dell’anulus fibroso.

–    I legamenti intercapitali; questi sono posti solamente a livello del tratto toracico della colonna, infatti essi sono interposti alle epifisi di due coste contigue. Passando lateralmente al disco intervertebrale svolgono una azione contenitiva dello stesso.

 

È presente anche una innervazione del disco, tuttavia secondo moti autori questa non è responsabile della percezione del dolore in caso di paratopia discale.