Considerazioni iniziali

Considerazioni Iniziali

Dott. Mauro Dodesini

Curriculum

mauro.dodesini@omeopatiapossibile.it

Si : è possibile curare con successo la rottura del legamento crociato anteriore del cane con la terapia omeopatica!

Ne parlai per la prima volta in pubblico nel Novembre 2006 in occasione del VII° Congresso Nazionale Fiamo con una relazione del titolo :

“ Rottura del legamento crociato anteriore nel cane : terapia Omeopatica alternativa a quella chirurgica. Studio retrospettivo di 35 casi. “

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I casi clinici esposti erano corredati di video che ne documentavano l’andatura prima e dopo la terapia omeopatica. Il risultato era tanto sorprendente quanto evidente : il paziente che inizialmente zoppicava vistosamente poi era rimesso nelle condizioni di manifestare un’andatura sciolta come se niente fosse accaduto.

L’ambiente omeopatico la accolse con simpatia ed interesse : una nuova applicazione del metodo omeopatico in un campo relativamente indagato come l’ortopedia.

Successivamente i casi aumentarono e pubblicai sul Medico Omeopata n°37 edito nell’Aprile 2008 in occasione del Congresso Mondiale della Liga Homeopatica Internationalis un articolo dal titolo :  “ Terapia Omeopatica nella lesione del legamento crociato anteriore nel cane. Studio retrospettivo di 55 casi.”

Il lavoro si basava sul trattamento di 55 cani in totale, di diversa razza, taglia ed età, dei quali 49 furono trattati con la terapia omeopatica fin dall’esordio della patologia, mentre 6 furono sottoposti ad intervento chirurgico. Successivamente fu necessario sottoporre questi ultimi a terapia omeopatica per risolvere la rigidità dell’andatura o per garantire loro un appoggio permanente dell’arto lesionato in qualunque condizione.

Il 3/3/2009 è andata in onda sul Tg5 un’ intervista sull’ argomento.

Novembre 2010


La mia casistica attuale è di 116 casi.

Valutazione della risposta clinica :

OTTIMO

Nel 56% casi c’è stato un completo recupero funzionale dell’arto al punto che, osservando l’andatura a posteriori, non si nota alcuna anomalia. Inoltre questi soggetti hanno tratto beneficio nelle patologie concomitanti, quali: incontinenza urinaria, displasia dell’anca, spondilosi vertebrale, artrite del ginocchio, artrosi del ginocchio, manifestazioni epilettiformi, piodermite cronica, atopia.

Possiamo concludere che in questi casi la guarigione è stata totale.

BUONO

Nel 26% dei casi assistiamo ad un recupero completo della funzionalità senza avere ancora sviluppato una muscolatura simmetrica degli arti posteriori.

SUFFICIENTE

Nel 7% dei casi assistiamo ad un buon recupero dell’arto che permette l’esecuzione di lunghe passeggiate, ma con un evidente deficit mentre esegue una camminata veloce o il salto.

INSUFFICIENTE

Nel 8% dei casi il deficit viene mantenuto, non è stato rilevato giovamento dalla terapia omeopatica. I pazienti erano affetti da importanti patologie concomitanti :  una grave forma di epilessia; displasia dell’anca e da importante discopatia; lesione del corno caudale del menisco mediale.

UNICA VISITA

Nel 3% dei casi i pazienti non sono stati portati alla visita di controllo.

Conclusioni :

Un risultato tanto eclatante fa sorgere la domanda: come è possibile che un malato lesionale con la cura omeopatica possa recuperare una normale mobilità e non manifestare più dolore in tempi così brevi? Occorre ipotizzare un nuovo equilibrio anatomico che giustifichi il risultato; nel caso della rottura del LCA, che riesca a contenere l’articolazione interessata. Queste, a mio parere, le uniche possibilità, delle quali una non esclude l’altra:

  1. la capsula articolare diventa ipertrofica e fibrotica ottenendo così una stabilizzazione.
  2. L’assenza di dolore permette l’appoggio dell’arto e il suo relativo uso, che a sua volta determina la mancata atrofia ed il successivo sviluppo della componente muscolare, che permettono così il contenimento dell’articolazione e la possibilità di svolgere tutti i movimenti richiesti.

Dobbiamo concludere che l’energia vitale del soggetto, stimolata dal rimedio omeopatico, permetta l’instaurarsi di un nuovo, insperato e stabile equilibrio, che ristabilisce la funzione perduta.