Otite media

Dott.ssa Elisabetta Carbone

L’otite media si sviluppa generalmente come estensione dell’otite esterna in seguito alla perforazione del timpano. Raramente l’infezione può passare all’orecchio medio partendo da infezioni faringee attraverso la tuba uditiva. Nei gatti può verificarsi questa evenienza come conseguenza di una malattia del tratto respiratorio superiore. Nei cani sperimentalmente sono state indotte sia l’otite media secretoria che quella purulenta (infettiva), ostruendo l’apertura faringea del canale uditivo.

Gli organismi isolati più frequentemente nell’orecchio medio sono, in ordine decrescente di frequenza: Pseudomonas sp., Staphylococcus intermedius, Malassia, Streptococcus betaemolitico, Corynebacterium sp., Enterococcus sp., Proteus sp., E. coli e anaerobi. Le infezioni si associano spesso a perforazioni da corpo estraneo, o come conseguenza di otite esterna cronica grave o proliferativa. L’incidenza della perforazione del timpano descritte, in associazione ad otite esterna cronica, varia dallo 0,03 al 50%. Questo ampio range mette in evidenza la difficoltà che c’è  nel valutare l’integrità della membrana timpanica. Essa può anche riformarsi dopo la perforazione. E’ stata osservata una diretta proporzionalità tra l’incidenza dell’otite media e la presenza di calcificazioni delle cartilagini auricolari.

I cani cocker spaniel e pastori tedeschi sembrano predisposti all’otite media.

Tutte le volte in cui si sospetta un’otite media, ai fini di una diagnosi certa, si consiglia di effettuare un esame radiografico, anche se non è possibile visualizzare il timpano o una sua eventuale rottura. Le proiezioni consigliate sono: dorsoventrale, latero laterale, laterale obliqua e rostroventrale-caudodorsale obliqua a bocca aperta (proiezione a bocca aperta della bolla). Una aumentata opacità tissutale all’interno della bolla, può  essere indizio di otite media acuta o cronica, neoplasia, emorragia. Anche nel caso in cui non ci fossero cambiamenti radiografici, non può essere esclusa la diagnosi di otite media. Dati diagnostici non invasivi più precisi e definitivi sono la tomografia computerizzata e la risonanza magnetica.

orecchio medio e interno

Quando si ha il sospetto di otite media, dopo aver raccolto i segni clinici e valutato gli esami per immagine, e si constata l’integrità del timpano, si può eseguire una miringotomia per raccogliere i campioni per l’esame citologico e l’antibiogramma. Questa procedura può alleviare il dolore e la pressione e quindi permettere un lavaggio auricolare e la conseguente instillazione dei medicamenti nel condotto.

L’impostazione della terapia si basa sui reperti citologici e sull’antibiogramma. Nel caso in cui dovesse esserci la perforazione del timpano si consiglia l’uso di terapie topiche che siano il meno possibile ototossiche. Quelli che sembrano rispondere a questi requisiti sono:

1)    enrofloxacin e ticarcillina;

2)    glicocoticoidi in soluzione fisiologica (es., desamentasone fosfato), fluocinolone, DMSO;

3)    sostanze sciacquanti acido acetico diluito (1:1-1:3), soluzione fisiologica.

Devono essere eseguite terapie locali con agenti potenzialmente ototossici solo se necessario.

La terapia sistemica antibiotica con enrofloxacin, cefalessina, acido clavulanico/amoxicillina o trimethoprim-sulfametossazolo è consigliata per ameno 4-6 settimane consecutive. Se necessario i glicocoticoidi per via orale (ad es., prednisone) possono essere somministrati al fine di ridurre l’edema del canale e facilitare di conseguenza il lavaggio.

Quando la terapia non è in grado di risolvere l’otite media, deve essere presa in considerazione l’eventualità di procedere con l’osteotomia ventrale della bolla o l’ablazione dell’orecchio e l’osteotomia laterale della bolla.