Endotossine

Dott.ssa Chiara Dissegna – chiara.dissegna@gmail.com

Le endotossine sono porzioni lipopolisaccaride della parete esterna dei batteri gram negativi, come E. Coli. Vengono rilasciate in circolo durante la crescita batterica o la disintegrazione delle cellule e interagiscono con le cellule infiammatorie e endoletiali. Quando  presenti nel sangue, le endotossine producono un ampia gamma di effetti biologici e di sintomi, come febbre, letargia e un aumento della frequenza respiratoria e cardiaca. Tra le attività delle endotossine ci sono l’attivazione del complemento, delle piastrine, la generazione di sostanze vasoative, citochine, radicali liberi, prostaglandine derivate dall’acido arachidonico, tombossani e fattori di attivazione piastrinica. Una produzione moderata di questi fattori sono utili per la stimolazione del sistema immunitario e la distruzione dei batteri. Tuttavia, se rilasciate in grandi quantità le endotossine possono portare a uno shock endotossico letale, con depressione del sistema circolatorio e reticoloendoteliale. Le endotossine circolanti possono poi generare direttamente un danno tissutale, coagulazione intravasale disseminata e insufficienza multi organica.

In condizioni fisiologiche normali, una minor quantità di endotossine orignatesi dai batteri intestinali passa costantemente tra la mucosa intestinale ed entra nella circolazione portale. Le endostossine vengono filtrate dalle cellule di Kuppfer e gli epatociti nel fegato, prevenendo così una endotossiemia sistemica. Normalmente la clearance delle endotossine dalla circolazione avviene in venti minuti e i sintomi si sviluppano solo quando viene superata la capacità degli epatociti.

La prognosi è legata alla concentrazione nel sangue delle endotossine. Le femine che muoiono per questa patologia hanno un elevato livello di endotossine (circa 74,2 pg/ml) rispetto a quelle che sopravvivono (media di 9,5 pg/ml). Questo suggerisce che una misurazione preoperatoria dei livelli di endotossine può essere usata per determinare la gravità della patologia e determinare le possibilità di sopravvivenza.

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