Terapia omeopatica

da terapiafloreale.blogspot.com

Dott. Mauro Dodesini – mauro.dodesini@omeopatiapossibile.it

“ Think different “

Steve Jobs

Nei primi anni della mia vita professionale l’intervento chirurgico più frequente era l’ovario-isterectomia delle femmine di cane.Non erano soltanto interventi di sterilizzazione “ preventiva “ di gravidanze non attese,  ma anche, ed erano moltissimi, casi di piometra. Il buon senso mi suggeriva che asportare chirurgicamente un organo, l’utero, in seguito allo sviluppo di un’infezione era una scelta che doveva avere alternative.

All’Università ci avevano insegnato che erano stati approvati nuovi farmaci : le prostaglandine semisintetiche che tra le altre trattavano anche queste patologie.L’effetto terapeutico sembrava notevole ma le controindicazioni erano davvero tante.

Chiesi un appuntamento all’Istituto di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Milano e un Professore, gentilissimo, mi riferì che non aveva un’esperienza diretta dell’uso di questi Farmaci ma che probabilmente iniettando contemporaneamente Atropina si poteva ovviare alle controindicazioni. Mi consigliò di contattare direttamente il Prof. Stefano Romagnoli dell’Università di Pisa l’autorità Europea del settore.

Per poterlo conoscere nel 1994 mi iscrissi ad un Corso di Inseminazione Artificiale Canina a Pavia dove il Prof. Romagnoli tenne una relazione sui calori della cagna femmina e delle terapie delle patologie relative.

Il Professore trasmise a tutti i partecipanti un sincero entusiasmo nei confronti della Clinica Ostetrica e Ginecologica e così cominciai ad avere un approccio scientifico alla riproduzione e a trattare la piometra farmacologicamente e non più soltanto chirurgicamente.

La soluzione del problema era semplice e geniale :

a)    Eseguire un tampone vaginale con la corretta manualità e inviarlo ad un Laboratorio per coltura e antibiogramma. Una volta determinato l’agente eziologico e gli antibiotici a cui era sensibile ne andava scelto uno e somministrato alla paziente per un certo periodo.

b)   Si poteva ovviare alle evidenti controindicazioni delle prostaglandine che mettevano in ansia i Proprietari perché causavano intensa salivazione, difficoltà respiratoria, affaticamento cardiaco, conati di vomito e diarrea facendo camminare la cagna lentamente per 20-25 minuti.

c)   La recidiva al calore successivo era sicura ma la si contrastava con la somministrazione dell’antibiotico a cui era sensibile il paziente dal primo giorno di manifestazione del calore ad una settimana oltre il termine delle sue manifestazioni.

 TRE erano i limiti evidenti :

1)   L’agitazione dei cani e dei proprietari quando verificavano gli effetti collaterali delle prostaglandine.

2)   Era proibita in pazienti defedati e affetti da patologie respiratorie e cardiocircolatorie importanti.

3)   La somministrazione delle Prostaglandine veniva sconsigliata dopo i 5-6 anni di vita proprio a causa dei loro effetti collaterali.

Di seguito un consuntivo della motivazioni alla terapia OMEOPATICA :

Il Rimedio Omeopatico sostituisce le prostaglandine in assoluta sicurezza non manifestando alcun effetto collaterale.

Contemporaneamente somministriamo l’antibiotico scelto grazie agli esiti del tampone colturale. Quando la sintomatologia clinica è grave e la terapia diventa urgente oltre al Rimedio Omeopatico consigliamo la somministrazione dell’antibiotico che più frequentemente ci viene suggerito dagli antibiogrammi fatti in passato. Ovviamente appena in grado di leggere l’esito del nuovo antibiogramma l’antibiotico viene sostituito quando l’agente eziologico non è sensibile.

Scelta  SPONTANEA

Salvaguardia della capacità riproduttiva delle cagne fattrici di alta genealogia.

Rispetto dell’integrità anatomica del proprio animale.

Volontà di evitare sofferenze al cane ritenute non obbligatorie.

L’impossibilità di sostenere il costo economico della chirurgia.

Scelta  CONSIGLIATA

Paziente affetto da patologie tanto gravi e avanzate da sconsigliare un’anestesia generale.

Paziente molto defedato.

Paziente anziano.

La terapia Omeopatica si propone di :

Stimolare il miometrio dell’utero a contrarsi per aiutare l’espulsione del contenuto purulento.

Stimolare il sistema immunitario del paziente a contrastare l’infezione.

Sostenere il paziente nella fase acuta della patologia e successivamente favorire il suo recupero completo nel tempo più breve possibile.

In sintesi stimola la “ Reattività Sistemica “ :

l’insieme dei meccanismi fisio-patologici che permettono all’organismo di mantenersi in equilibrio, cioè in uno stato di salute.

 

LIMITI della terapia Omeopatica :

a)    Paziente talmente defedato da non avere alcuna capacità reattiva.

b)   Piometra chiusa. Molto spesso assumendo il Rimedio si apre e il materiale purulento si libera all’esterno. Nei rari casi in cui questa eventualità non succede l’intervento chirurgico si rende necessario.

c)   Paziente molto anziano e contemporanea importante dilatazione dell’utero. I tessuti dell’anziano possono lacerarsi e quindi il paziente va sottoposto ad intervento chirurgico.

 

Da quando iniziai a studiare Omeopatia le sue applicazioni terapeutiche mi risultarono talmente evidenti da attuarle costantemente nella mia pratica clinica.

I risultati furono davvero soddisfacenti e dopo tanti anni il bilancio è decisamente positivo e la via intrapresa profondamente irreversibile. 

Il rispetto dell’integrità fisica dei pazienti non è soltanto un obiettivo, ma anche in questa patologia, una realtà facilmente realizzabile.

La verifica del recupero dello stato di salute dei nostri pazienti in tanti anni mi ha ripagato ampiamente delle difficoltà incontrate in tempi passati quando il dileggio era troppo facile…

Dott. Mauro Dodesini