Dott.ssa Chiara Dissegna – chiara.dissegna@gmail.com

E’ la fase del ciclo in cui la femmina inizia a manifestare i segni clinici riferibili al calore, che vanno ad intensificarsi fino a raggiungere la massima intensità durante la fase dell’estro.

Vulva in proestro (Medicina Clinica del cane e del gatto di M. Schaer)

Dura mediamente 9 giorni (con variazioni dai 3 ai 21). In questa fase del ciclo, la vulva aumenta di volume, appare turgida ed iperemica e sono presenti le perdite vaginali siero-ematiche.

Alcuni giorni prima dei segni visibili del proestro gli animali possono essere svogliate e indifferenti, alcune rifiutano il cibo.

Il proestro è caratterizzato poi da un cambiamento di carattere della cagna: è più agitata e nervosa, tende a vagabondare e marcare il territori con le urine. Beve abbondantemente e urina frequentemente. Inizia ad esercitare una certa attrazione sui maschi, ma non accetta la monta (nello scolo vaginale infatti sono presenti ferormoni come il metil-p-idrossibenzoato che richiamano i maschi). In questo periodo stimolando la cute circostante alla vulva possiamo ottenere tre riflessi: contrazioni vulvari, deviazione della coda e curvatura delle zampe posteriori.

Il proestro termina quando la femmina si concede al maschio per l’accommpiamento.

Fisiologicamente questo periodo si caratterizza per lo sviluppo dei follicoli ovarici, indotto dagli ormoni luteinizzante (LH) e follicolo stimolante (FSH) prodotti dall’ipofisi, a sua volta stimolata dal GnRh (Gonadotropine Releasing Hormone) liberato dall’ipotalamo.  Aumenta la produzione di estradiolo da parte dei follicoli in accrescimento che causa le modificazioni comportamentali e organiche della cagna. L’estradiolo stimola la proliferazione e la corneificazione dell’epitelio vaginale e la desquamazione delle cellule cornificate e provoca la ritenzione di liquidi alla base dell’aumento di volume e del turgore della vulva. Agisce anche a livello delle gap-junction delle cellule endoteliali dei capillari della mucosa uterina, facilitando il passaggio delle cellule matiche nel lume vaginale, rilevabile macroscopicamente come scolo vulvare siero-ematico.

I cambiamenti caratteriali delle femmine sono dovuti anche all’aumento del testosterone in tardo proestro (incremento da raggiungere livelli simili a quelli di un cane maschio intero, circa 0,3-1 ng/ml).

Nella cagna il progesterone rimane a livello basale (<1-2 ng/ml) fino alla fine del proestro, quando cominica ad aumentare comportando la luteinizzazione preovulatoria dei follicoli tipica di questa specie. Contemporaneamente c’è un calo del tasso di estrogeni, fondamentale per l’inizio della recettività all’accoppiamento.

La concentrazione sierica di LH rimane vicino al livello basale per tutto il proestro, mentre la produzione di FSH si riduce a causa del feedback negativo che l’inibina prodotta dai follicoli provoca sul rilascio dell’ormone.

Lo striscio vaginale che si ottiene all’inizio del proestro si caratterizza da cellule basali-parabasali e intermedie piccole. Ben rilevabili saranno gli eritrociti. Con l’avanzare della fase, si avrà una riduzione della percentuale delle cellule para basali e intermedie piccole e un aumento delle cellule intermedie grandi e superficiali, che saranno dominanti nell’estro.

Proestro iniziale: cellule parabasali (freccia), cellule intermedie (testa di freccia) e abbondanti eritrociti (da Medicina clinica del cane e del gatto di M. Schaer)
Metà proestro: cellule epiteliali con addensamento cromatico del nucleo (da Medicina clinica del cane e del gatto di M. Schaer)

 

Bibliografia

Farabolini, Majolino, Spallarossa, Zambelli “Manuale di Ostetricia e neonatlogia del cane e del gatto”, 2010

Christiansen “La riproduzione nel cane e nel gatto”