Reazioni locali

Dott.ssa Chiara Dissegna – chiara.dissegna@libero.it

  • Dolore. E’ abbastanza frequente che gli animali provino dolore durante la somministrazione o immediatamente dopo di questa. Il dolore immediato ha varie cause possibili, come la vicinanza di un nervo al punto di inoculo, l’osmolalità del prodotto, il suo pH o la sua temperatura. La dolorabilità localizzata successiva alla vaccinazione è spesso correlata alla risposta infiammatoria dell’organismo nel punto di inoculo. Ci sono segnalazioni di zoppie a carico degli arti posteriori in gatti vaccinati che possono durare anche settimane dopo la vaccinazione.
  • Masse benigne, noduli, neoformazioni. Lo sviluppo immediato di una tumefazione nel punto di incoulo può essere causato dal volume fisico del vaccino depositato sottocute o intramuscolo. Successivamente, la tumefazione può essere addebitata al liquido interstiziale e alle cellule infiammatorie. Il fatto che dopo una vaccinazione ci sia una qualche forma di reazione localizzata, esito di una stimolazione immunitaria, è talmente scontato che per certi autori non è nemmeno classificabile come reazione avversa. Dopo la vaccinazione possono svilupparsi noduli palpabili e masserelle solide, causate da reazioni di ipersensibilità locale o di infiammazione generalizzata. Le reazioni di ipersensibilità locale possono essere scaenate dagli antigeni, dal liquido, dalla diluizione, dall’adiuvante, da un contaminante accidentale o da endotossine. Nelle reazioni locali possono essere coinvolti fenomeni di ipersensibilità di tipo I (immediata), III (immunocomplessi) e IV (ritardata). Localmente si può avere la formazione di granulomi, frequentemente associati all’uso di prodotti adiuvati e particolarmente se a lento rilascio. Solitamente questi granulomi sono sterili e non dolorosi e si risolvono nell’arco di settimane o mesi. E’ descritta anche una pannicolite granulomatosa necrotizzante correlata alla vaccinazione antirabbica. Dai dati raccolti dal piano americano di sorveglianza sui vaccini per quanto riguarda questo tipo di reazioni avverse emerge che i prodotti più pericolosi sono i vaccini antirabbici (nel cane e nel gatto) e quelli polivalenti contenenti la valenza antigenica del cimurro (nel cane).
  • Sarcoma felino di origine vaccinale. Il sarcoma si sviluppa in seguito ad un’infiammazione locale nel sito di inoculo. Il rischio di sviluppo di questi tumori aumenta con l’utilizzo di certi adjuvanti e certi prodotti a deposito, come le penicilline a lungo rilascio e i corticosteroidi. Le misure per prevenire lo sviluppo di queste forme si basano soprattutto sul creare la minor infiammazione possibile nel sito utilizzando solo i vaccini più indicati per quell’animale e con gli adjuvanti meno aggressivi. Meglio non somministrare più vaccini nello stesso punto, poiché aumentano la risposta infiammatoria locale.
  • Alopecia nel punto di inoculo. Si ritiene che l’alopecia localizzata che si verifica dopo la vaccinazione con vaccini antirabbici inattivati sia l’esito di una vasculite causata dalla presenza di complessi antigene-anticorpo. In una ricerca pubblicata sull’argomento, 10 dei 13 soggetti colpiti erano di razza barbone.
  • Ascessi. Questi possono verificarsi in seguito alla sommnistrazione di vaccini contaminati da batteri o funghi oppure all’introduzione di contaminanti al momento della somministrazione. Non è tuttavia una reazione frequente.
  • Reazioni localizzate legate ai vaccini intranasali. Le possibili complicazioni di questi vaccini sono rappresentate dal ulcere nasali, ulcere orali e congiuntiviti, la cui causa è ancora da determinare.