Dott.ssa Chiara Scerna

chiara.scr@hotmail.it

Sintomi clinici:

La sintomatologia clinica è caratterizzata da tutta una serie di lesioni infiammatorie a carico della cute, delle mucose e delle giunzioni mucocutanee che possono interessare più distretti dell’organismo.

Le forme più comuni sono l’ulcera indolente, la placca eosinofilia ed il granuloma lineare; tuttavia posso essere presenti anche lesioni meno caratteristiche.

Nelle forme atipiche, il più delle volte conseguenti a punture d’insetto che scatenano la reazione di ipersensibilità, si possono formare eritemi, papule e croste al livello del naso e del padiglione auricolare o noduli che si localizzano generalmente in testa, nella regione del collo ed al livello mandibolare.

 

Classificazione delle lesioni:

1.Ulcera indolente

L’ulcera indolente, detta anche del roditore o eosinofilica, è una lesione che normalmente non risulta essere ne dolente ne pruriginosa. Situata sul labbro superiore sia monolateralmente che bilateralmente, all’altezza dei canini, può raggiungere anche il naso. L’aspetto macroscopico evidenzia un’ulcera di forma ovoidale che va dal rosso vivo fino a raggiungere colorazioni molto più scure con ispessimento delle zone circostanti la lesione. L’ulcera indolente può presentarsi da sola o in associazione alle altre lesioni caratteristiche del complesso delle malattie eosinofiliche, può non necessitare di alcun trattamento come invece evolvere in forme tumorali maligne. Quando l’ulcera interessa anche il palato duro l’azione della lingua può causare emorragia dalla lesione con conseguente ingestione di sangue.

Se l’infiammazione eosinofilica interessa tutto il cavo orale si parla di stomatite eosinofilica caratterizzata da ulcere, rossore ed ispessimento delle commessure labiali, della gola, delle gengive, del palato molle e duro, delle archi glosso-palatini; il soggetto sente dolore, è inappetente, può presentare malocclusione, disfagia ed alitosi.

 

2.Placca eosinofilica

Localizzata al livello addominale, inguinale, medialmente alle cosce, negli spazi interdigitali e nella regione del collo, è caratterizzata da zone di alopecia ulcerate e rilevate. Le lesioni, estremamente pruriginose e spesso aggravate dal continuo leccamento/grattamento, possono confluire tra loro formando delle placche, terreno per infezioni secondarie batteriche e micotiche. Macroscopicamente la lesione appare come un’area trasudante liquido, in rilievo e ben circoscritta; il prurito intenso può causare il grattamento fino a carne viva.

3.Granuloma lineare eosinofilico collagenolitico

Lesione granulomatosa rosso/giallastra, ispessita, alopecica e di aspetto lineare, localizzata prevalentemente al treno posteriore, fianchi e cosce; può essere fortemente pruriginosa o può non arrecare nessun fastidio al gatto. I granulomi lineari all’aspetto macroscopico possono presentarsi come zone in rilievo sulla pelle o confluire compattandosi in forma più o meno nodulare a corona di rosario.  Il granuloma collagenolitico può presentarsi in forma nodulare anche al livello faringeo o nel cavo orale in associazione con l’ulcera indolente o presentarsi in forma localizzata come tumefazione edematosa del mento.

Aspetto macroscopico delle lesioni

 

All’esame bioptico le lesioni, se pur di aspetto macroscopico variabile, presentano costantemente, ad eccezione dell’ulcera indolente,  infiltrato infiammatorio a prevalenza eosinofilica e mastocitaria.

L’accumulo focale di eosinofili al livello cutaneo può manifestarsi clinicamente con la formazione di tutta una serie di papule e croste di piccole dimensioni che rappresentano una particolare reazione cutanea caratteristica del gatto, alla base di differenti patologie, chiamata dermatite miliare felina. La presenza di queste lesioni cutanee è visibile su tutto il corpo con particolare predilezione per la zona del collo e del tronco. Le cause anche in questo caso sono molteplici tra cui l’ipersensibilità al morso delle pulci, ad alcuni parassiti intestinali, le allergie alimentari, le dermatofitosi, gli squilibri nutrizionali e le forme idiopatiche o atopiche.

Attualmente la cheratite eosinofilica, inclusa nel complesso delle malattie eosinofiliche del gatto in quanto la lesione corneale presenta alla citologia il caratteristico infiltrato a prevalenza eosinofilica, anche se considerata una reazione di ipersensibilità viene preferibilmente inquadrata con il termine più completo di cheratocongiuntivite proliferativa. L’eziologia rimane ancora poco conosciuta ma sembra accertata la natura immunomediata in associazione con l’Herpesvirus felino di tipo I (FHV-1).

 

Bibliografia:

Linda Medleau,Keith A. Hnilica “Dermatologia del cane e del gatto. Atlante a colori e guida alla terapia” seconda edizione Elsevier Masson 2007 Milano

Michael Schaer “Medicina clinica del cane e del gatto” Edizione Masson Elsevier. Milano. 2006.

Nelson RW, Couto CG “Medicina Interna del cane e del gatto” seconda edizione italiana Masson. 2002.

F.Sarampella, F. Abramo, C. Noli Valutazione clinica ed istologica del PLR in gatti affetti da granuloma eosinofilico e placca eosinofilica: Studio pilota. Supplemento (dicembre 2001) a Veterinaria, Anno 15, n 3 Ottobre 2001.

Wilfried R.M. Kraft Ulrich M. Durr Masson  “Trattato di medicina e chirurgia del gatto” Edizioni veterinarie. 2001. Cremona.

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