Pronto soccorso: cosa fare in caso di crisi

Dott.ssa Chiara Dissegna – chiara.dissegna@gmail.com

Per stato epilettico si intende un’unica crisi di durata superiore ai 5 minuti o due o più crisi di minor entità ma senza una completa ripresa di coscienza tra una e l’altra.

Le crisi a grappolo invece sono multiple crisi in un breve periodo di tempo, differenti dalle solite crisi del paziente. Una definizione utile di crisi a grappolo è “due o più crisi in un periodo di 24 ore nelle quali il paziente riprende coscienza tra una e l’altra”. Circa il 50 – 60% dei cani con epilessia idiopatica soffre di crisi a grappolo o stati epliettici e il rischio aumenta con le razze giganti.

Lo stato epilettico è un emergenza medica con una mortalità di circa il 25% dei cani. Anche se la maggior parete dei cani con epilessia idiopatica hanno una durata della vita normale, per quelli con episodi di stati epliettici la durata è inferiore di circa 3 anni.

Generalizzando, lo stato epilettico può essere diviso in due stadi: il primo è caratterizzato da crisi tonico-cloniche e un aumento dell’attività autonoma che causa ipertensione, iperglicemia, ipertermia e aumento  del flusso sanguigno al cervello. Il secondo inizia circa 30 minuti dopo ed è caratterizzato da ipotensione, ipoglicemia, diminuzione del flusso cerebrale e aumento della pressione intracranica. Durante il secondo stadio solitamente cessano le violente attività motorie ma continua un’attività elettrica anomala nel cervello. Queste alterazioni metaboliche possono essere fatali ma anche in assenza di effetti sistemici e attività motoria, l’eccessiva attività elettrica del cervello inizia a causare danni all’organo intorno ai 30 minuti.

Trattamento casalingo

MEDICINA TRADIZIONALE

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Quando l’animale presenta le crisi, il proprietario solitamente corre per portarlo in clinica, ritardando così l’inizio del trattamento; sarebbe invece molto importante prima di muoversi iniziare già il trattamento, poiché è fondamentale interrompere le crisi quanto prima.

Il proprietario può somministrare per via rettale del diazepam: questa via di somministrazione permette di raggiungere il picco ematico prima di quella orale o intramuscolo. In caso di necessità si può ripetere un altra somministrazione.

Se le crisi continuano o se il paziente appare eccessivamente depresso, va portato in clinica.

MEDICINA OMEOPATICA

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Non appena si presentano le crisi,  somministrare subito al paziente una dose del rimedio costituzionale prescritto. In caso di crisi prolungata è possibile ripetere questa somministrazione ogni cinque minuti per un massimo di 5 volte.

Trattamento in ospedale

E’ fondamentale interrompere farmacologicamente le crisi e mantenere le funzioni vitali attive. La somministrazione orale o nasale di ossigeno solitamente sono sufficienti in pazienti con un’adeguata capacità respiratoria. Crisi prolungate e sedazione però spesso fanno perdere il tono faringeo e c’è il rischio di aspirazione. Questi pazienti necessitano di intubazione e supporto ventilatorio. Devono essere monitorati temperatura, ossimetria, ecg e pressione del sangue. Il diazepam raggiunge rapidamente il cervello ed è un eccellente farmaco di prima scelta. La somministrazione rettale è da scegliere se non c’è la possibilità di avere un accesso venoso. La somministrazione intramuscolare non è raccomandata poiché l’assorbimento non è prevedibile e l’iniezione è dolorosa. Vista la sua alta solubilità nei lipidi, il diazepam si ridistribuisce velocemente nel grasso corporeo e il suo effetto dura dai 15 e 20 minuti. Tuttavia, è comune un ripresentarsi delle crisi entro 30 minuti dalla somministrazione del diazepam. Se si ripresentano dopo il bolo di diazepam,, può essere somministrato ad infusione continua.

In umana il farmaco d’elezione per il trattamento dello status epilettico è il lorazepam per il suo effetto più lungo.Se le crisi continuano, è opportuno somministrare farmaci con durata d’azione maggiore.