Introduzione

 

La sterilizzazione

Dott. Mauro Dodesini – mauro.dodesini@omeopatiapossibile.it

Nei capitoli successivi Vi descriveremo, mi auguro in maniera comprensibile, gli aspetti positivi e negativi della sterilizzazione nella specie felina e canina nei due sessi. Abbiamo dato particolare risalto ai pro e ai contro della scelta della sterilizzazione della femmina prima della manifestazione del primo calore e del maschio prima della pubertà.

Di seguito Vi trasmetterò una serie di considerazioni personali che Vi consiglio di rivedere quando, dopo avere letto criticamente il nostro lavoro e quindi avere approfondito gli argomenti, sarete messi nella condizione di valutare i pro e i contro di una scelta irreversibile.

Vi propongo un approccio logico al problema della sterilizzazione della cagnolina prima del primo calore per evidenziarne luci e ombre.

Partiamo da un valore assoluto : il rispetto di un organismo vivente e della sua integrità.

Ora inseriamo un altro fattore di ordine “ pratico “ : la difficoltà di gestire sia tra le mura domestiche, gocce di sangue sparse per la casa per 15-20 giorni; che in un ambiente aperto: se in giardino il rischio di un ingresso di spasimanti non ben accetti; se a spasso per la strada il corteggiamento non sempre “ delicato “ dei maschi e le conseguenti reazioni delle femmine.

Inseriamo un ulteriore parametro : la sterilizzazione viene effettuata alla luce di risultati di una ricerca americana, molto opinabile e non sono il solo a pensarla così,  asseriscono che asportando ovaie e utero prima del primo calore si prevenga l’insorgenza del tumore alla mammella.

Conosciamo più a fondo la società da cui proviene questo consiglio. Negli USA  la stragrande maggioranza dei cani maschi non appena assumono in pubblico atteggiamenti “ sconvenienti “ come saltare sulla gamba di una persona mimando un atto sessuale vengono castrati. Probabilmente un puritanesimo radicato e diffuso, che non critico ma che voglio soltanto sottolinearvi e che non ci appartiene, non permette di distinguere un comportamento legato alla dominanza e all’acquisizione e di una propria identità da un atto sessuale “ in pubblico “.

Senza addentrarmi in un discorso troppo tecnico le critiche sono due :

Scientifica

Anche nella specie canina come in quella umana ci sono tumori mammari sensibili a estrogeni ed altri a progesterone. Attualmente in Italia non ci sono laboratori di analisi veterinarie attrezzati per stabilire questa sensibilità. Su quali basi dunque fonda la scelta di azzerare, quasi, la produzione di estrogeni ? E se questi possibili tumori sono estrogeno-sensibili che senso ha somministrare poi Estriolo, un ormone estrogeno, quando molto spesso a seguito della sterilizzazione, nelle cagne, si manifesta incontinenza urinaria ?

Informazione completa e buon senso

Chi di noi farebbe subire a sua figlia una mutilazione di questo genere per ridurle la probabilità intendiamoci bene, non azzerarla di un tumore alla mammella, anche se nella anamnesi famigliare la mamma è stata affetta da un cancro della mammella ? Inoltre ci non illudiamoci che nel momento di maggiore crescita fisica e psicologica del cane e di cambiamento profondo legato alla coscienza di una propria identità sessuale un’azione di questo genere non lasci strascichi profondi. Sono diversi anni ormai che le cagnoline vengono sterilizzate prima del primo calore con la convinzione da parte del proprietario, che magari sarebbe anche disposto a gestirne i calori, di essere obbligato a farlo per il loro bene. Nella mia pratica professionale verifico quotidianamente forme di infantilismo comportamentale. Soggetti di 5-7 anni che manifestano ancora comportamenti non adeguati all’età e una predisposizione a molti altri problemi del comportamento. Inoltre verifico un ,consistente numero di casi di incontinenza urinaria ed un discreto numero di soggetti predisposti a problemi articolari, che si manifestano in tempi strettamente successivi alla sterilizzazione. C’è qualcuno che si illude ancora che il cane non abbia una sviluppatissima personalità e sensibilità ?

C’è qualcuno che crede di poter equiparare un organismo vivente ad un motore a cui basta sostituire un pezzo per garantirne la medesima funzionalità ?

Quest’estate ho avuto una interessante conversazione sulla sterilizzazione prima del primo calore con un notissimo Professore Universitario di chirurgia “ umana ” che mi chiedeva della possibilità di sterilizzazione della sua cagna e lui si è dichiarato incondizionatamente d’accordo con le mie considerazioni.

E’ caratteristico dei Paesi di lingua Anglosassone un approccio apparente pragmatico ma quasi meccanico alla malattia  oggi manifesto questo sintomo quindi assumo questo farmaco, domani manifesto un altro sintomo e quindi assumo un altro farmaco senza mai domandarmi se il secondo sintomo potrebbe essere una conseguenza della prima terapia. E avanti così. Questo è soltanto uno degli approcci possibili, direi freddamente tecnico ma la comprensione dello stato di salute e di malattia di un essere vivente non è pura matematica altrimenti basterebbe trasferire i dati degli esami in un computer e tutti noi vivremmo un incomparabile stato di benessere.

La realtà non conferma questo risultato. I parametri sono talmente numerosi da essere praticamente incalcolabili. E’ orami scientificamente assodato che uno shock mentale può essere più lesivo di un trauma fisico. Alla base del consiglio della sterilizzazione prima del primo calore c’è l’assioma della Scuola Anglosassone “ tutto quello che si toglie non si può ammalare “.

La superficialità di questa affermazione ci lascia profondamente perplessi. E poi in un Paese disincantato come il nostro c’è ancora qualcuno che abbia un’assoluta e acritica fiducia nelle statistiche ?

Come risolvere questa equazione ? con il buon senso. Qualunque convivenza si basa su un adattamento : nel caso del rapporto Uomo-Cane noi offriamo un tetto sicuro, un pasto certo e un affetto incondizionato loro in cambio rinunciano ad una vita sessuale naturale e quindi alla procreazione.

Se il rapporto che instauriamo con il nostro cane è felice per lui, sicuramente quanto gli diamo noi con il nostro Amore aiuta a compensare l’assenza della procreazione.

La scelta della sterilizzazione dobbiamo avere il coraggio di chiamarla con il suo nome : sano egoismo.

Io non ho mai sterilizzato le mie cagne femmine che sono vissute tanto : Rottweiler 15 anni, Setter Irlandese 16 anni senza manifestare tumori mammari. Comprendo comunque chi decide di farlo e non mi sogno nemmeno lontanamente di criticarlo, ma sottolineo la necessità di una reale consapevolezza e responsabilità verso la nostra scelta di proprietari di cani. Il buon senso comunque mi suggerisce di acquistare un cane di sesso maschile se ho difficoltà ad ovviare agli inconvenienti della manifestazione dei due calori all’anno di una cagnolina “ normale “.

Nel cane maschio :

se la sterilizzazione viene fatta in funzione della non procreare è assolutamente consigliabile la deferentotomia, l’interruzione dei dotti deferenti, che permette al soggetto di avere una normale vita sessuale senza procreare e ne preserva l’equilibrio ormonale. La castrazione effettuata con lo scopo di calmare un soggetto agitato è nella maggior parte dei casi inutile allo scopo. Offende la propria intelligenza chi dice “ ma… me l’ha consigliato il mio veterinario…” : decida il proprietario in scienza e coscienza non in delega incondizionata. Questo atteggiamento non può essere traslato acriticamente nella gestione dei canili sarebbe illogico incrementare una popolazione di poveri disgraziati reclusi tutta la vita in gabbia.

Non confondiamo la prevenzione del randagismo con la sterilizzazione della cagnolina di casa perché sono due realtà che non si sfiorano nemmeno lontanamente. Alla base della nostra scelta ci deve essere un principio di responsabilità verso un essere vivente che dipende “ in toto “ dalle nostre scelte.

Immagino la sorpresa di chi legge : probabilmente non ha mai ascoltato questo approccio al problema, ma è ora di affrontarlo razionalmente al di fuori di schemi precostituiti.

L’obiettivo del nostro lavoro è quello di offrirvi il nostro contributo per la comprensione di questa controversa materia allontanando dal nostro mondo certezze che non hanno basi solide e affrontando le conseguenze dei nostri atti con lucidità e consapevolezza.

Vi auguro di godere di tutto l’affetto che incondizionatamente il Vostro cane Vi elargirà per tutta la vita.

Auguri di Cuore a tutti,

Dott. Mauro Dodesini e tutto lo Staff