Terapia

Dott.ssa Dissegna Chiara – chiara.dissegna@libero.it

 

I gatti con un’importante infezione da FCV necessitano di cure intensive e terapia di suflebopporto; in particolar modo si rende spesso necessaria la reidratazione del’animale mediante la somministrazione intravenosa di soluzioni elettrolitiche. L’alimentazione è estremamente importante: molti gatti non si nutrono per la febbre e/o per le ulcere orali. L’utilizzo di antinfiammatori non steroidei possono diminuire la febbre e il dolore. Il cibo in questi casi deve essere molto appetibile, eventualmente scaldato per renderlo ancora più gradito. Se dopo tre giorni l’animale ancora non si alimenta, è necessario iniziare l’alimentazione parenterale. Alcuni autori suggeriscono di provare prima con sostanze che aumentano l’appetito come ad esempio il diazepam.

 

Si consiglia poi una terapia antibiotica a largo spettro per eventuali sovrinfezioni batteriche (amoxicillina o doxiciclina). Fondamentale l’utilizzo di antibiotici con una buona penetrazione nel tratto respiratorio e cavità orale.

Se ci sono secrezioni nasali, vanno pulite accuratamente più volte al giorno con soluzione fisiologica e si consiglia l’applicazione topica di una pomata emolliente. Se le secrezioni nasali sono mucose, sostanze con effetto mucolitico, come ad esempio la bromexina, possono essere di aiuto e la nebulizzazione con soluzione salina è utile nel contrastare la disidratazione delle vie aeree.

TERAPIA ANTIVIRALE: la maggior parte degli antivirali usati in medicina veterinaria inibiscono solamente la replicazione dei virus a DNA o dei retrovirus e quindi non sono utili nelle infezioni da FCV. Il Ribavirin è uno dei pochi antivirali che è stato capace di bloccare la replicazione del FCV ma in vitro. Appare però tossico. Anche l’interferone omega felino mostra l’inibizione in vitro, ma non si usa ancora.