Dott.ssa Chiara Scerna 

chiara.scr@alice.it

I soggetti affetti da osteosarcoma sono quasi tutti potenziali candidati per l’amputazione dell’arto interessato, pratica chirurgica di elezione in tali casi; tuttavia la scelta di un intervento così invasivo dovrebbe essere ben ponderata al fine di permettere l’adattamento dell’animale alla nuova condizione in assenza di un arto.

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Soggetti con patologie ortopediche concomitanti che possano alterare i normali movimenti di deambulazione, come le displasie articolari (dell’anca, del gomito, del ginocchio) o le alterazioni a carico dei legamenti (in primis i legamenti crociati), potrebbero avere maggiori difficoltà nell’adattarsi all’amputazione.

Cani e gatti con patologie neurologiche concomitanti, affetti da metastasi diffuse o più semplicemente in evidente sovrappeso potrebbero essere non facili canditati per l’intervento chirurgico.

E’ buona norma in ogni caso, per assicurare una qualità di vita sufficientemente decente ai pazienti, attuare una terapia per il controllo del dolore indipendentemente dalla programmazione dell’intervento.

L’elevato potere metastatico dell’OSA condiziona la necessità di intervenire, anche a fronte dell’intervento chirurgico, con chemioterapia e/o radioterapia ed anche in questo caso alcuni pazienti possono essere non in condizioni di sopportare tale terapia.

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La sola asportazione dell’arto purtroppo non garantisce l’aumento dell’aspettava di vita, in alcuni casi il tempo stimato di sopravvivenza può non superare pochi mesi dall’intervento; associare un protocollo chemioterapico, nella maggior parte dei casi, può aumentare tale aspettativa ad un anno o poco più.

Ultimamente sono state segnalate nuove tecniche chirurgiche che associano alla resezione dell’arto l’applicazione un impianto sostituivo sempre in associazione con i protocolli chemioterapici; anche in questo caso il rischio di infezioni secondarie, problemi associati al trapianto, maggiore predisposizione alle fratture, emorragie postoperatorie, osteomielite, difficoltà nel controllo delle metastasi sono tutti elementi che complicano e condizionano l’approccio terapeutico.

La radioterapia risulta essere un utile palliativo per il controllo del dolore in molti casi tuttavia l’efficacia antidolorifica non dura per periodi prolungati ed è quindi consigliabile associare altri farmaci analgesici e chemioterapici per il controllo della neoplasia.

 

Terapia farmacologica: 

Il protocollo terapeutico può variare da caso a caso e dipende prevalentemente dalle interazioni tra i vari principi attivi e dalla loro tossicità,  dalla disponibilità dei farmaci stessi, dalla valutazione del paziente e nello specifico da quali sono le priorità di intervento e non ultimo dalle possibilità economiche poiché i farmaci possono essere anche molto costosi e necessitano di somministrazioni ripetute per lunghi periodi.

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Bibliografia:
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immagine: argos.portalveterinaria.com
www.oncologiaveterinaria.it
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