Altre terapie mediche

Dott.ssa Chiara Dissegna – chiara.dissegna@gmail.com

Inibitori delle Cox-2.  I livelli di Cox-2 sono più alti nei tumori maligni rispetto a quelli benigni e rispetto al tessuto normale. L’utilizzo degli inibitori delle Cox-2 è stato descritto in casi di carcinoma infiammatorio. In uno studio, alcuni cani con IMC furono trattati solo con piroxicam al dosaggio di 0,3 mg/kg al giorno: è stato registrato un aumento della qualità della vita e un significato aumento del tasso di sopravvivenza rispetto ai cani trattati solo con protocolli chemioterapici. Sono tuttavia necessaria ulteriori studi per confermare questi risultati incoraggianti.

Desmopressina. Recenti ricerche hanno individuato la capacità della desmopressina di inibire le metastasi ai linfonodi e polmoni del tumore mammario. Questa sostanza è un derivato sintetico dell’ormone antidiuretico con proprietà emostatiche che è stato usato in medicina umana e veterinaria nel diabete insipido e per la malattia di von Willebrand. Due studi condotti da Hermo et al. nel 2008 e 2011 in gruppi di 21 e 28 femmine rispettivamente con tumore mammario, hanno mostrato un significativo aumento della sopravvivenza senza patologie e complessiva dopo la somministrazione di 1 microgrammo/kg di desmopressina intravenosa 30 minuti prima dell’intervento e 24 ore post intervento. In entrambi gli studi non sono stati riportati effetti collaterali. L’esatto meccanismo di quest’azione antitumorale non è ancora chiaro. Si può pensare che l’operazione e la trama tissutale possano indurre un rilascio di cellule cancerogene migranti nella circolazione. La somministrazione intravenosa di desmopressina induce un rapido rilascio di un alto numero di forme del fattore di von Willebrand dalle cellule endoteliali dei vasi. Studi recenti hanno mostrato che questo fattore è protettivo contro le cellule tumorali circolanti in un modello sui topi. Sembra che la diminuzione delle metastasi sia dovuta alla riduzione delle possibilità di aderenza tra le cellule circolanti e le cellule endoteliali dei vasi. In aggiunta, in vitro, il fattore è stato capace di provocare apostosi delle cellule tumorali. E’ possibile che  altri meccanismi di azione, come un lieve effetto antiproliferativo (che è stato mostrato su linee cellulari di carcinoma mammario), possano contribuire all’effetto antimetastatico complessivo della vasopressina. Sono necessarie comunque ulteriori ricerche su questo farmaco e di trials clinici su larga scala per confermare questi risultati incoraggianti.

Radioterapia. Nel cane non è ancora stata ben descritta, ma si più pensare come metodica aggiuntiva alla resezione chirurgica in pazienti con tumori sezionati incompletamente, con patologie metastatiche o IMC. Sono stati istituiti molti protocolli per le radiazioni come trattamento palliativo di altre patologie canine, come il carcinoma nasale, il linfoma e l’osteosarcoma.

Recentemente sono state sviluppate strategie antiangiogeniche in umana. Anicorpi monoclonali contro i fattori di crescita dell’endotelilo vasale sono una di queste nuove terapie (es. bevacizumab). Questi anticorpi hanno un effetto antiangiogenico e perciò un effetto antitumorale in donne con un cancro alla mammella localmente avanzato o un cancro infiammatorio. Non ci sono informazioni sull’utilizzo di questi come terapia dei tumori mammari. Tuttavia, molti tumori solidi inclusi quelli mammari, inducono angiogenesi quando crescono. Questi numerosi nuovi vasi portano ossigeno e nutrienti alle cellule tumorali e facilitano la metastatizzazione. I tumori mammari maligni sembrano avere una maggior densità di microvasi rispetto a quelli benigni. In più, sembra che i tumori maligni siano più sensibili  alla terapia angiogenica.

 

Bibliografia

Sleeckx et al. “Canine mammary tumoir, an overview” Reprod Dom Anim 46 , 1112-1131