Tipi di vaccini

Dott.ssa Chiara Dissegna – chiara.dissegna@libero.it

 

La vaccinazione prevede la somministrazione per via parenterale o orale, in un soggetto sano, di una preparazione antigenica costituita o dal microrganismo (batterio, virus o protozoo) verso cui si vuole proteggere l’animale, o da frazioni glicoproteiche dello stesso microgranismo o da sue tossine. A seconda del tipo di vaccino, esso indurrà una reazione immunitaria specifica nell’ospite che dovrebbe proteggerlo in futuro dall’aggressione del patogeno verso  il quale è stato creato.

Il termine vaccino deriva dal latino “vaccinus”, cioè di vacca, ed è attribuibile a Edward Jenner: egli, per prevenire il vaiolo umano, utilizzava  uno stipite virale proveniente dalle lesioni che il virus del vaiolo bovino causava sulle mani dei mungitori (per questo chiamato Vaccinia virus).

La ricerca ha reso possibile l ricerca di vaccini sempre più specifici e sicuri, anche se per quanto riguarda gli animali,  lo scopo del vaccino e l’importanza della sua sicurezza varia molto a seconda della specie animale. Per quanto riguarda gli animali da compagnia, la salute e il benessere sono sempre in primo piano e quindi i vaccini devono essere il più sicuro possibile ed evitare reazioni indesiderate. Per quanto riguarda gli animali da reddito, l’obiettivo principale della vaccinazione è salvaguardare il rapporto costi-benefici ed evitare rischi per i consumatori. Gli animali selvatici vengono vaccinati solo in caso di malattie zoonosiiche.

Attualmente in commercio esistono molti tipi di vaccini, classificabili a seconda delle loro caratteristiche.

Vaccini inattivati (uccisi o spenti)

Sono costituiti da microrganismi completi (batteri o virus) completamente privi di virulenza, grazie all’inattivazione fisica (calore o radiazioni) o chimica (formalina, B-propriolattone…). I microrganismi non sono quindi in grado di moltiplicarsi ma conservano intatte le loro proteine costitutive e quindi il loro potere immunogeno. Essi tuttavia, non mimando una naturale infezione, necessitano di adiuvanti per aumentare il potere immunogenico Solitamente, necessitano anche di più somministrazioni per conferire una protezione adeguata. Tra i più importanti vaccini inattivati va ricordato quello per la rabbia, l’influenza, la malattia di Aujesky, l’afta, le rotavi rosi, la malattia delle mucose (BVD/MD), le affezioni da virus sinciziali e quelli contro la maggior parte delle malattie batteriche. Fanno parte di questo gruppo, anche i preparati immunizzanti allestiti con endotossine batteriche, modificate mediante formalina o altro in modo da perdere potere tossico ma mantenere proprietà antigeniche (cosiddette anatossine o tossoidi).

Vantaggi: inducono l’immunità senza rischi di infezione

Svantaggi:

–       in caso di eccessiva alterazione del microrganismo con scomparsa di alcuni disegni antigenici e la conservazione di altri, si può ottenere una risposta immunitaria che non risulta  protettiva nei confronti di un’infezione naturale

–       sono incapaci di evocare una soddisfacente immunità a livello delle mucose, a meno che non si portino a contatto delle stesse elevate quantità di antigene per lungo tempo (es. vaccini somministrati con la dieta)

–       sono meno efficaci nello stimolare l’immunitò cellulo-mediata. Essi infatti evocano prevalentemente una risposta di tipo umorale, innescata dalll’interazione tra linfonodi B.anticorpo secernenti con gli antigeni esposti sui microrganismi a localizzazione extracellulare.

Vaccini vivi attenuati

Sono costituiti da microrganismi  completi che hanno diminuito o perso completamente il loro potere patogeno medinate vari trattamenti e che, somministrati in un organismo, inducono un’infezione molto balnda e contemporaneamente stimolano tutte le possibili risposte immunitarie tipiche di un’infezione naturale. L’attenuazione si può ottenere in vari modi: si possono utilizzare virus siero logicamente correlati ma provenienti da un’altra specie animale (es: virus del vaiolo bovino per prevenire quello umano, virus del morbillo per proteggere i cuccioli di cane dal parvovirus), oppure si somministra un microrganismo patogeno attraverso una via non naturale di infezione (es: somministrazione per via intracloacale nel pollo di virus virulenti della laringotracheite), o ancora si attenuano mediante passaggi seriali in un ospite non naturale o in colture cellulari ottenute da animali di spcie diversa (metodo più utilizzato). Altri metodi sono l’attenuazione mediante il riassortimento genetico (ottenere un nuovo stipite virale attenuato mediante la ricombinazione di materiale genetico proveniente da un ceppo virulento e uno attenuato) e l’utilizzo di mutanti “temperatura-sensibili” (virus che replicano bene a temperature basse ma poco a temperature più elevate).

Vantaggi:

–       il microrganismo somministrato replica nell’organismo e quindi è in grado di attivare tutte le fasi della risposta immunitaria ottenendo così una bilanciata risposta sistemica e locale, umorale e cellulomediata.

–       La risposta che evocano è nei confronti di tutti gli antigeni del patogeno, problema che si riscontrava nella preparazione dei vaccini spenti che, come detto, poteva portare alla involontaria eliminazione di uno o più antigeni

–       L’immunità che segue la somministrazione di un vaccino vivo è di durata maggiore, più efficace e maggiormente cross-reattiva di quella indotta da un vaccino inattivato.

Svantaggi:

–       sono state osservate contaminazioni dei prodotti vaccinali da parte di agenti estranei (es: vaccino antipoliomelite che conteneva il virus oncogeno SV40 presente nelle colture cellulari di scimmia impiegate nella preparazione)

–       possibile virulenza residua

–       necessitano di conservazione e trasporto a temperatura controllata (4°).

Vaccini purificati costituiti da sub unità

Particolarmente utili e promettenti per la profilassi delle malattie virali, sono costituiti da singole frazioni del virione che sono coinvolte nella virulenza (es: proteine del capside per i virus nudi o glicoproteine di superficie per quelli dotati di envelope). Sono certamente sprovvisti di potere infettante, non contenendo l’acido nucleico viale.

Vaccini sintetici

Poiché è solo una piccola parte delle proteine che costituiscono un microrganismo rappresenta gli epitopi verso cui è rilevante la risposta anticorplae, si è pensato che, sintetizzando chimicamente un opportuno frammento di proteina, questo possa poi essere utilizzato come vaccino. Accanto all’intuibili venatggio che avrebbero questi vaccini, c’è la necessità di potenziare il loro potere immunogeno che, per la dimensione estremamente ridotta dei peptidi utilizzati, è piuttosto modesto. Essi devono venir coniugati a proteine che funzionino da carrier, come l’albumina o l’emocianina, oppure devono essere mescolati con adiuvanti potenti o con sostanze dotate di proprietà chemiotattiche.

Vaccini prodotti con la tecnica del DNA ricombinante

Grazie all’ingegneria genetica, si stanno studiando nuovi metodi per produrre vaccini sempre più efficaci e sicuri (es: vaccini costituiti da proteine immunogene prodotte in laboratorio da microrganismi geneticamente modificati, vaccini costituiti da ceppi virali omolologhi vivi, attenuati mediante ingegnerizzazione o ancora vaccini costituiti da ceppi virali eterologhi vivi, attenuati e ingegnerizzati per l’espressione di proteine immunogene di altri microrganismi patogeni).