Panleucopenia felina

La panleucopenia felina è una malattia virale causata dal parvivurs felino (FPV). L’infezioen avviene principalmente per via oro nasale e il virus rimane infettante nell’ambiente per mesi o anche anni; per questo motivo anche gabbie, ciotole, lettiere e persone giocano un ruolo importante nella trasmissione della malattia. I sintomi dell’infezione sono rappresentati da letargia, vomito, anoressia, diarrea, febbre e da una marcata panleucopenia.

Vaccino: è consigliabile pegattinir tutti i gatti. L’immunità verso la panleucopenia felina si stabilisce, principalmente, tramite la risposta anticorpale all’infezione naturale o alla vaccinazione oppure tramite il trasferimento passivo di anticorpi materni dalla gatta ai gattini. Gli anticorpi materni possono interferire con l’immunizzazione quando i titoli anticorpali sono alti, cioè durante il periodo neonatale della vita del gatto. Essi diminuiscono e permettono quindi l’inizio delle vaccinazioni attorno alle 12 settimane di vita. Si ritiene che l’immunità indotta dai vaccini contro la panleucopenia felina sia ottima e che la maggior parte dei soggetti vaccinati risulti completamente protetta dall’infezione e dalla malattia clinica. Dati relativi a studi sierologici e a infezioni sperimentali testimoniano che un vaccino ad uso parenterale anti FPV induce un’immunità efficace per 7 anni. Dopo la sequenza iniziale di vaccinazioni e rivaccinazioni, i gatti dovrebbero venire rivaccinati contro questa malattia non più spesso di una volta ogni 3 anni.

Sono rari gli incidenti seri registrati dopo l’utilizzo di vaccini per la panlecupenia; non sono stati segnalati casi riguardanti la formazione di tumori in sede di inoculo. E’ da evitare tuttavia la vaccinazione con vaccini vivi modificati in femmine gestanti e gattini con meno di 4 settimane.