Ranitidina (Ranidil®)

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La ranitidina inibisce gli effetti H2 dell’istamina sulle cellule parietali gastriche, riducendo pertanto la secrezione acida sia in condizioni basali che in seguito a stimolazione (cibo, aminoacidi, pentagastrina, istamina, insulina..); è 6-10 volte più potente su base molecolare della cimetidina. La ranitidina rallenta lo svuotamento gastrico e incrementa la pressione dello sfintere esofageo inferiore. A differenza della cimetidina, non inibisce il metabolismo ossidativo microsomiale epatico e non sembra interferire con la secrezione di prolattina benchè possa inibire la secrezione di vasopressina.

Indicazioni: gastrite uremica, ulcere gastriche e duodenali, condizioni ipersecretive come il gastrinoma o la mastocitosi sistemica

Effetti collaterali: in genere il farmaco è ben tollerato. Possono tuttavia comparire disturbi come confusione mentale, vertigini, allucinazioni, sonnolenza. Più raramente: diarrea, orticaria. L’effetto più frequente è la recidiva dell’ulcera gastrica una volta sospeso il trattamento.

Nell’uomo:

Apparato cardiocircolatorio: sono state registrate bradicardia e ipotensione. va somministrata con cautela nei pazienti cardiopatici o instabili dal punto di vista pressorio. Sono stati riportati anche rari episodi di tachicardia, blocco atrioventricolare e contrazione ventricolare prematura.

Apparato gastroenterico: costipazione, diarrea, nauasea, vomito e dolori addominali, rebound ipersecretorio di gastrina, pancreatite (rara).

Dermatologia: sono stati registrati episodi di alopecia, dermatite da contatto, dolore transitorio nel sito di inoculo, fotosensibilità, rash cutanei, sindrome di Steven-Johnson, necrolisi epidermica tossica.

Endrocino/metabolico: aumento del livello sierico di prolattina è stato registrato dopo l’uso eccessivo di ranitidina per via endovenosa.

Ematologia: sono riportate in letteratura agranulocitosi, anemia emolitica autoimmune,pancitopenia e trombocitopenia  durante il trattamento con la ranitidina.

Fegato: sono riportati casi di epatitotossicità, aumento delle transaminasi e coelstasi.

Immunologia: rari casi si reazioni di ipersensibilità, con broncospasmo, febbre, rash e eosinofilia, anafilassi, edema angioneurotico e moderato aumento dei livelli sierici di creatinina.

Muscoloscheletrico: artralgia, reazioni infiammatorie artritiche (clinicamente identiche alla gotta) in soggetti affetti in passato da questa malattia.

Neurologico: durante l’uso della ranitidina possono presentarsi malesseri, sonnolenza, insonnia, distonia e agitazione. E’ riportato anche un episodio di corea (con movimenti coreiformi della faccia, bocca, mani e piedi). Rari casi di confusione mentale e allucinazioni. Mal di testa, anche forti, sono stati associati con l’uso di ranitidina e un caso di meningite asettica.

Rene: sono stati registrati episodi di nefrite interstiziale acuta in seguito a trattamento con ranitidina.