Antidoti esterni: neutralizzazione del veleno all’interno del tratto gastro-intestinale

Per antidoto esterno si intende una sostanza capace di interagire con il tossico ingerito e impedirne così l’assorbimento da parte dell’organismo.

  • CARBONE ATTIVO: il carbone attivo è più efficace contro i veleni più potenti, mentre risulta poco utile per quelli a bassa tossicità. E’ molto aspecifico (lega qualunque sostanza), cosa che lo rende particolarmente utile in quelle situazioni dove non si conosce il tossico. Crea con il tossico però dei legami molto labili: è necessario quindi proseguire con la lavanda gastrica ed eventualmente la catarsi. Dosaggio: 1g ogni 5-10 ml di acqua alla dose di  2-5 g/Kg (un cucchiaio da tavola di carbone vegetale è circa 6 g).
  • ALBUME D’UOVO E LATTE: preparazioni utili in caso di ingestione di metalli pesanti o anche dopo l’ingestione di acidi o alcali caustici. Albume e acqua o latte e acqua nelle proporzioni di 1:100.

ATTENZIONE: nel caso in cui non sia nota la natura del tossico, NON SOMMINISTRARE MAI LATTE poichè promuove l’assorbimento di veleni liposolubili!!

  • OLIO DI VASELINA: è l’antidoto aspecifico e universale per tutte le sostanze liposolubili (idrocarburi, olii essenziali, solventi organici in genere). Dosaggio: 2-3 ml/Kg.
  • AMIDO: nel caso di ingestione di tintura di iodio. Dosaggio nell’uomo è 20-30 g di amido (di frumento, riso o mais) o di fecola di patate in 300-400 ml di acqua o latte. Dopo 15 minuti provocare il vomito o praticare una lavanda.