L’acqua ha una memoria? L’elemento che è all’origine della vita possiede anche una vita propria? La squadra di Voyager indaga sul funzionamento del nostro DNA e sul modo in cui i nostri geni possono trasmettere informazioni proprio attraverso l’acqua. A Parigi, Roberto Giacobbo incontra in esclusiva il premio nobel per la medicina Luc Montagnier, un grande scienziato che sta portando avanti una ricerca unica nel suo genere, una ricerca che potrebbe stravolgere molti dei principi della chimica e della biologia moderne. L’ipotesi di Montagnier, infatti, è che il nostro DNA possa trasmettersi a distanza attraverso onde elettromagnetiche che si diffondono nell’acqua. Un’idea che ha generato un vero e proprio terremoto nella comunità scientifica, proprio per l’autorevolezza di chi l’ha proposta.
Voyager ha raccolto e messo a confronto il parere anche di altri studiosi, tra cui due illustri fisici italiani, per capire i fondamenti che sono alla base di questa ricerca e quale potrebbero essere le conseguenza, a livello pratico e teorico, di una tale scoperta.

http://www.youtube.com/watch?v=vympmC3tJsQ

Qui di seguito troverete la trascrizione dell’estrapolato.

Ci sono due aspetti: l’aspetto teorico che pone un grande problema sui rapporti tra fisica e la biologia la struttura della materia dell’acqua e delle onde magnetiche, ma anche delle applicazioni pratiche, il messaggio dell’acqua è quello di farci capire che un liquido straordinario molto presente nell’universo è un liquido che non ha le proprietà fisiche che noi ci aspettiamo e siamo tanti e pensare che può creare delle strutture interne come una specie di semi di materia che hanno delle proprietà molto diverse in particolare che possono mantenere la memoria di alcune molecole biologiche vediamo questa ricerca l’inizio di un disegno cioè il trovare questi segnali che provengono da nano strutture dell’acqua ugualmente nel plasma di persone che soffrono di malattie croniche in particolare quelle della tv e di patologie legate alla zane ah parkinson, la poliartrite reumatoide e anche in patologie psichiatriche come l’autismo partendo da questo stadio potremo creare dei metodi diagnostici che forse di trattamenti, tutto questo accade perché l’acqua può mantenere le informazioni delle molecole biologiche e penso che in effetti sia quello che da molti anni è stato trovato un po’ empiricamente dall’omeopatia.

(servizio trasmesso nel corso della puntata di VOYAGER di lunedì 26 marzo 2012, la nona ed ultima della ventunesima edizione)