La rivoluzione dei recettori

Categorie di peptidi presenti nel sistema Nervoso Centrale http://web.tiscali.it/gestaltico/Articoli%20di%20PS.%20Gestalt/Dai%20primi%20studi%20sullo%20stress%20alla%20Psico%20Neuro%20endo%20immunoogia%20(PNEI).doc
Fig. : I quattro sistemi peptidici integrati (da M.Biondi e P.Pancheri, 1992

Resta da considerare la modulazione mentale del sistema neuropeptidico ed è in questo campo che le scoperte degli anni ’70 e ’80 hanno determinato una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire le funzioni del cervello e le sue relazioni con il resto dell’organismo. Le ricerche della Pert e dei suoi colleghi del National Institute of Mental Health ci hanno svelato i meccanismi fino ad allora sconosciuti mediante i quali la rete psicosomatica che connette l’organismo intero unifica i diversi sistemi di trasduzione mente-corpo.

Tutto incominciò all’inizio degli anni settanta con la scoperta da parte della Pert  del recettore degli oppiacei ed in seguito delle sostanze endogene (endorfine) che a questi si legavano.

Da allora ad oggi il numero conosciuto delle sostanze informazionali endogene, vale a dire i peptidi simili alle endorfine responsabili della comunicazione mente-corpo, supera le cinquanta unità.

 

 

Tab: relazione tra pensieri-neurotrasmettitori-azioni
Tab: relazione tra pensieri-neurotrasmettitori-azioni

Questo fatto, oltre a confermare l’enorme quantità di ricerche che dimostrano l’esistenza di una rete interconnessa di informazioni che unifica mente e corpo sposta l’attenzione in modo ormai decisivo su concetti quali ritmo, movimento, dinamismo, interazione. I recettori infatti, ci spiega la Pert sono molecole composte da catene schiacciate di minuscoli aminoacidi disseminati sulla superficie cellulare; si pensi che un neurone può avere milioni di recettori disposti sulla sua superficie.

La vera novità risiede però nel dato che questi, per usare le parole della Pert “si librano sulla membrana delle cellule, danzando e vibrando, in attesa di captare messaggi inviati da altre piccole creature vibranti, composte anch’esse di aminoacidi, che vagano – si diffondono è il termine tecnico adottato in questi casi – nel fluido che circonda ogni cellula “.

La comunicazione mente-cellula si definisce così non tanto come un meccanismo statico chiave-serratura quanto come un processo dinamico e vibratorio caratterizzato da, per continuare con la Pert ” due voci, legante e recettore, che intonano la stessa nota, producendo una vibrazione che fa squillare un campanello, aprendo la porta della cellula”.

Dopo l’apertura della porta sulla membrana cellulare, ciò che avviene è ancor più sorprendente: “il recettore avendo ricevuto un messaggio, lo trasmette all’interno della cellula, dove il messaggio stesso può modificare lo stato della cellula in modo drammatico”. Reazioni a catena di eventi biochimici diretti dal messaggio trasmesso dal legante danno inizio ad una serie di attività quali: produzione di nuove proteine, riproduzione cellulare, regolazione di canali ionici, aggiunta o sottrazione di gruppi chimici energetici, e così via.

Ecco allora che i processi psicobiologici dell”organismo ci appaiono come una melodia suonata da un orchestra composta da molecole messaggere e recettori appartenenti ai diversi sistemi di trasduzione dell’informazione mente-corpo: i sistemi nervoso autonomo, endocrino, immunitario e neuropeptidico.